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Impossibile is nothing
di Fabio Marzari   
ImageChe il vento fosse cambiato lo si era capito da subito, questo “gallo” non scherzava affatto nel volere con determinazione dare una casa degna di nota alla sua straordinaria collezione d’arte contemporanea, e per nulla timoroso dei lacci e lacciuoli burocratici tipici di certe farraginosità italiche, ha posto una data inderogabile all’apertura di Punta della Dogana.

 

Nella città delle ciacole si è arrivati in tempi record alla restituzione urbi et orbi di un luogo simbolo, caduto in stato di semiabbandono da troppo tempo. La Dogana de Mar torna a essere un luogo vivo, vitale, aperto. François Pinault, Massimo Cacciari, Monique Veaute, ‘per mano’ di Tadao Ando, hanno saputo esprimere la giusta sintesi nel fare, andando diritti alla meta, senza paura del poco tempo e giustamente sordi ai soliti soloni che sostenevano l’impossibilità della riuscita.

 

Usando le parole di Cacciari, «a Punta della Dogana, Venezia ha ritrovato quel coraggio di ‘farsi laboratorio’ che l’ha contraddistinta nei momenti più alti della sua vicenda urbana, e la sua funzione, esemplare per tutte le città antiche, alla ricerca di un equilibrio, ancorché mai definitivo, tra memoria del passato ed esigenze del presente, tra museo diffuso e luogo del vivere quotidiano».

 

Questo luogo pensante del contemporaneo porta con sé un inizio molto glamour, la festa di nozze di François Henry Pinault e Salma Hayek, un incipit che più VIP non poteva essere, in grado di riportare Venezia al suo serenissimo rango, privo di accenti cafonal… Non la scelta di un set per ambientare una festa, ma la precisa visione di una città che appartiene al mondo, anche e soprattutto nella concretezza del suo quotidiano. Il lavoro di Tadao Ando ha ricondotto l’edificio alla sua dimensione originaria, liberandolo da tutti gli interventi succedutisi nel tempo, riportando alla luce le pareti in mattoni e le capriate, conferendo nuova energia allo spazio.

 

L’altissimo ricorso a soluzioni tecnologiche è avvenuto nel pieno rispetto dei luoghi e ogni particolare attinge alla tradizione dell’artigianato veneziano, pur in presenza della totale modernità degli elementi in acciaio e in vetro. Il lavoro di Ando a Venezia ha avuto un geniale nume tutelare, Carlo Scarpa, le cui tracce architettoniche sono state colte in pieno dal brillante nipponico.
Mapping the Studio: Artist from François Pinault Collection è la mostra inaugurale curata da Alison Gingeras e Francesco Bonami, che in un percorso composto di circa 300 opere, selezionate tra i lavori dei migliori artisti in collezione, riportano le sollecitazioni di una ricerca volta a esplorare gli orizzonti creativi dei singoli artisti.

 

La collezione Pinault è come un faro, posto a vegliare sulle navigazioni sicure; la Punta della Dogana è a mezzo tra l’iconico Canal Grande, con i suoi immensi tesori, e il Canale della Giudecca, altrettanto prezioso, ma attraversato da enormi navi da crociera che conducono migliaia e migliaia di turisti ad una visione della città rapida ed elevata, in altezza.


Punta della Dogana è un altro importante tassello per la definizione di una città viva e concretamente contemporanea; un presente che ricava il suo senso compiuto nella sua intrinseca derivazione storica e nella sua visionaria proiezione futura. Merci Monsieur Pinault!

«Mapping the Studio: Artist from François Pinault Collection»
Dal 6 giugno Punta della Dogana
Info www.palazzograssi.it