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Biennale makes worlds
di Francesco Santaniello   
arte_makingworlds_michelangelopistoletto.jpgConiando un curioso neologismo, qualcuno l’ha chiamato Biennalite, ma, termini a parte, il fenomeno che a cominciare dagli anni Ottanta ha determinato l’esponenziale proliferazione delle esposizioni internazionali periodiche, appare ancora inarrestabile.

 

Su modello di due delle più consolidate istituzioni di tal genere, ovvero la Biennale di Venezia e Documenta di Kassel, nuove rassegne con cadenza soprattutto biennale sono sorte a ogni latitudine: a Portalegre nel 1997; a Berlino, Liverpool, Montréal e Taipei nel 1998; a Shanghai, Londra, Seoul e Torino nel 2000; a Göteborg, Valencia, Tirana e Teheran nel 2001; a Fortaleza e Praga nel 2003; a Ùódû e Siviglia nel 2004; a Mosca e Davis (California) nel 2005 - solo per citarne alcune.

 

Intento comunemente dichiarato dai curatori di cotante rassegne è quello di offrire un’informazione il più possibile aggiornata sulle tendenze artistiche attuali contribuendo alla valorizzazione dei giovani artisti. Tuttavia la grande, multiforme varietà delle occasioni espositive non è sempre garanzia di pluralismo, visto che non di rado l’elenco dei nomi di direttori-curatori e partecipanti si ripete costante e globalizzato nei cinque continenti. Ciò nonostante, è fuor di dubbio che quando si parla di Biennale, senza bisogno di specificare il luogo nel quale si svolge, si fa riferimento alla rassegna lagunare.

 

arte_makingworlds_lygiapape1.jpgLa formula espositiva adottata dalla Biennale di Venezia è articolata, rispettando una consuetudine ultracentenaria, in padiglioni nazionali. Questa scelta non è obbligata dalla tradizione - tanto che alcuni direttori hanno apportato dei cambiamenti - né possiamo considerarla anacronistica in rapporto alla logica conformistica dell’art-system mondiale, poiché sembrerebbe la sola in grado di offrire l’opportunità agli artisti dei paesi al margine di questo stesso sistema, di far conoscere il proprio lavoro al di fuori dei confini delle loro nazioni. La suddivisione in rappresentanze nazionali continua a distinguere Venezia da ogni altra manifestazione, risultando vincente, come attestano chiaramente le candidature alla partecipazione e la continua richiesta di nuovi spazi che pervengono dai paesi non ancora rappresentati. Alla 53a edizione sono ben settantasette le partecipazioni nazionali con proprie mostre. Altro record raggiunto dalla rassegna del 2009 è costituito dal numero degli eventi collaterali (44), proposti da enti e istituzioni internazionali.

 

 

La Biennale 2009, presieduta da Paolo Baratta, è diretta da Daniel Birnbaum, che per la mostra ha scelto il titolo di Fare Mondi // Making Worlds, con il quale intende sottolineare l’importanza del processo creativo. «Un’opera d’arte - ha dichiarato Birnbaum - è una visione del mondo e, se presa seriamente, può essere vista come un modo di ‘fare mondi’.

 

Prendendo il ‘fare mondi’ come punto di partenza, esso ci permette anche di evidenziare la fondamentale importanza di alcuni artisti chiave per la creatività delle generazioni successive. In mostra saranno presenti tutte le forme artistiche: installazioni, video e film, scultura, performance, pittura e disegno, e anche una parata. Fare Mondi // Making Worlds è una mostra guidata dall’aspirazione a esplorare i mondi intorno e davanti a noi».


«Biennale Arte - 53. Esposizione Internazionale d’Arte»
Dal 7 giugno al 22 novembre Venezia
Info www.labiennale.org