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Metallo urlante. Le eccedenze artistiche di Robert Rauschenberg
di Vera Mantengoli   
La biografia di Milton Ernest Rauschenberg, nato nel 1925 in Texas, è una fonte inesauribile di sorprese e avventure, unite da una costante ricerca di dialogo tra il soggetto e il contesto in cui vive.

 

 Le sue opere rispecchiano una sensibilità che pone l’arte come mezzo privilegiato per analizzare le dinamiche insite nel sistema politico che influisce, inevitabilmente, sulla quotidianità di ogni persona. L’esposizione Gluts (eccedenza), curata da Susan Davidson e David White, è un’occasione per conoscere il modo di fare arte di Rauschenberg che vede negli avanzi sopravvissuti nelle discariche i resti di una società frammentata.

 

I Gluts sono infatti ispirati dalla crisi per eccesso di produzione petrolifera che colpisce il Texas negli anni Ottanta gettandolo in un periodo di grande depressione, ma sono anche i rifiuti di ogni società che non si prende cura dei propri eccessi.

 

Le conseguenze sono evidenti dall’abbandono di materiali che un tempo venivano utilizzati e che ora giacciono immobili e privi di vita, accatastati uno sull’altro nelle fabbriche dismesse. Rauschenberg inizia così a recuperare questi scarti, soprattutto di alluminio, che assembla in quelli che lui definisce “souvenir privi di nostalgia” per restituire loro una nuova identità in cui traspare, volutamente, il ricordo della loro origine.

 

«Robert Rauschenberg.: Gluts»
Fino al 20 settembre Collezione Peggy Guggenheim
Info www.guggenheim-venice.it