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Tra gli stucchi dorati del Florian. Il controcanto silenzioso delle architetture di Marco Tirelli
di Valentina Bezzi   
arte_florian.jpgUn filo rosso che unisce il Caffè Florian di Venezia e la Biennale d'Arte: è proprio nella sala Senato che, intorno al 1895, Riccardo Selvatico con altri intellettuali veneziani organizza la Prima Esposizione della Città di Venezia, la futura Biennale.

L'antica connessione, oggi, si rinnova con la decima edizione di «Temporanea - Le Realtà possibili del Caffè Florian» che, dopo aver coinvolto alcuni dei protagonisti dell'arte internazionale come Bruno Ceccobelli, Mimmo Rotella, Fabrizio Plessi, Gaetano Pesce, Luca Buvoli, Arcangelo, Irene Andessner, Fausto Gilberti, Botto&Bruno, in concomitanza con la Biennale d'Arte Contemporanea, quest'anno propone un’originale reinterpretazione della Sala Cinese dello storico Caffè di Piazza San Marco, ad opera di uno dei più significativi rappresentanti della Nuova Scuola Romana di San Lorenzo, l'artista Marco Tirelli che ritorna così a Venezia, dopo la partecipazione alla Biennale d'Arte nel 1981 e, con una sala personale, all'edizione del 1990.

 

Al Florian Tirelli presenta una summa della sua pittura caratterizzata dall'eleganza di forme geometriche classiche che affiorano da uno spazio indefinito, secondo un rapporto di stretta consonanza con proporzioni e linee architettoniche, in armonioso e intenso controcanto alla florealità degli stucchi dorati della Sala che ne ospita le opere.

«Marco Tirelli al Florian»
Dal 5 giugno al 26 luglio Caffè Florian
Info www.caffeflorian.com