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Partecipazioni Nazionali. Biennale d'arte contemporanea 2009 /1
faremondi2.jpgCanada: Dislocaziona quotidiana I Danimarca: Design Nordico I Gabon: Paesaggi ambientali I Georgia: Avanguardia caucasica I Lettonia: How fragile we are…

 

Dislocazione quotidiana
Mark Lewis tra realtà e montaggio
[Canada]

fotopadcanada.jpgLa Justine M. Barnicke Gallery di Toronto, vincitrice della selezione nazionale canadese per la partecipazione alla Biennale di Venezia 2009, presenta Cold Morning, esposizione degli ultimi lavori dell’artista e filmmaker Mark Lewis, nell’allestimento curato da Wasiuta Leung Design. Senza fine e senza inizio, senza il sonoro, i suoi film indagano la complessità e l’incongruità spazio-temporale della quotidianità urbana, mettendo a fuoco quella particolare esperienza che caratterizza la vita moderna, la dislocazione.
Per scandagliare in profondità la relazione oggi affatto nuova tra spazio, tempo e rappresentazione con la quale sempre più spesso ci dobbiamo confrontare, nei suoi film Lewis utilizza la tecnica della rear projection: un classico espediente della produzione hollywoodiana in cui si recita davanti ad una ripresa esterna proiettata come sfondo.Combinando la “retroproiezione” alle tecniche digitali, l’artista crea un originale montaggio, costruito in bilico tra realtà e illusione, ruoli principali e comparse, azione in primo piano e sfondo, elementi che - secondo la curatrice Barbara Fischer - permettono allo spettatore di avere «un’esperienza cinematica del tempo» sperimentando simultaneamente le sue “fratture” temporali. (Anna Trevisan)

 

«Mark Lewis. Cold Morning»
Giardini
Info www.canadapavilionvenicebiennale.ca

 

Design nordico

Elmgreen & Dragset arredatori collezionisti [Danimarca]
 

Per la prima volta due diversi padiglioni nazionali - quello danese e quello nordico - si raccontano in un’unica esposizione, The collectors, curata dal collaudato duo artistico Elmgreen & Dragset. Più di venti artisti e designers di tutte le età (Maurizio Cattelan, Han & Him, Henrik Olesen tra gli altri) hanno lavorato insieme per trasformare gli spazi dei due padiglioni esistenti. Il risultato è un ambiente domestico e familiare, con stanze da letto, mobili, sale da pranzo, che ora rievocano i film di Bergman, ora i dipinti di David Hockney. Un agente immobiliare in carne e ossa guida i visitatori attraverso stanze più simili ad un set cinematografico che a una convenzionale mostra d’arte. L’obiettivo è quello di esplorare il meccanismo che regola la raccolta e la collezione degli oggetti di cui ci circondiamo nella vita quotidiana. Tra le pieghe dei vestiti nei guardaroba, in mezzo ai libri collezionati in libreria, tra ‘oggetti d’arte’ e ‘oggetti d’uso’ si annidano le storie intime e segrete di chi li ha raccolti. Dalle ‘cose’ traspaiono le personalità dei loro immaginari proprietari, le loro ossessioni, le loro abitudini di vita. Perché nelle cose - che siano opere d’arte, capi d’abbigliamento o libri - respira l’identità di chi le ‘abita’.
(Anna Trevisan)

«The collectors»
Padiglione Danimarca
Info www.labiennale.org

 

Paesaggi ambientali
I ritratti urbani e naturali di Owanto
[Gabon]

Il titolo Go nogé mènè mette in mostra le opere dell’artista parigina Owanto - nome d’arte per Yvette Berger - opere incentrate sul nudo paesaggio e sui problemi dell’ambiente connessi a tutti i paesi del mondo che infatti nelle foto e nei dipinti sono difficilmente identificabili, a riprova del fatto che il degrado ambientale è un tema che accomuna tutte le parti del mondo. Se poi nel Gabon i paesaggi privilegiati sono quelli più naturali, nel mondo occidentale i protagonisti sono la tecnologia e la città. L’opera più celebre dell’artista francese è la Casa sull’albero da dove si può assistere a un video in cui due ragazze occidentali dipingono tale casa in modo da trasformare la sua natura ludica in un reale nido accogliente e quotidiano.
(Romina Simonato)

«Go nogé mènè»
Telecom Italia Future Centre
Info www.labiennale.org

 

Avanguardia caucasica
Koka Ramishvili e l’‘arte politica’
[Georgia]

fotopadgeorgia.jpgIl Padiglione della Georgia presenta Change in Drawing Orchestra, installazione audiovisiva di Koka Ramishvili. Esponente dell’avanguardia georgiana e artista versatile dal disegno alla pittura, dalle installazioni tridimensionali all’illustrazione al genere documentaristico, Koka Ramishvili racconta la rivoluzione che porta al rinnovamento della classe al potere, il dualismo tra la concezione estetica post totalitaristica e le nuove forme d’arte. Osservare e analizzare mutamenti radicati e irreversibili nel fluire della storia come nel mondo dell’arte, trasformazioni che vivono e si alimentano di precise realtà storiche, geografiche e sociali, dinamiche profondamente connotate per restituire un sistema di processi e relazioni globali. La stessa azione di astrazione guida anche i lavori di Wato Tsereteli e Levan Koguashvili, i due protagonisti del workshop che la Georgia ospiterà il 4 e il 6 giugno: storie di emigrazione, viaggi, allontanamenti, identità spezzate, frammezzate e poi ricostruite; scorci di territori, frammenti di paesaggi, confini, frontiere e poi attraversamenti e incontri. Una nuova cartina del mondo, da Tbilisi a New York.
(Carlotta Scarpa)

«Change in Drawing Orchestra»
Spiazzi, Arsenale
Info www.artecommunications.com

 

 

How fragile we are…
Impressioni di natura dal Baltico
[Lettonia]

La Lettonia si è aggiudicata il prestigioso Spazio Ferrari a fotopadlettonia.jpgCannaregio come luogo espositivo dei suoi artisti Evelina Deicmane e Miks Mitrevics che propongo installazioni, suoni, immagini, fotografie legate al tema della fragilità della Natura. Fragile Nature è infatti il titolo delle proposte della repubblica baltica che qui parla direttamente con la voce dei suoi artisti, già noti al pubblico internazionale grazie alle recenti loro partecipazioni alle esposizioni di Rovereto e Sydney.
(Romina Simonato)

 

«Fragile Nature»
Spazio Ferrari
Info www.artecommunications.com