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Partecipazioni Nazionali. Biennale d'arte contemporanea 2009 /2
faremondi2.jpgMarocco: Pensiero Geografico I Olanda: Linee di memoria I Portogallo: Derisione sistemica I Principato di Monaco: Dal cielo alla terra I Repubblica Araba Siriana: La Siria in una stanza I Repubblica di San Marino: Destinazione Paradiso - Parallelo Contemporaneo

 

Pensiero geografico
Il fascino del Marocco attraverso le opere di Tahiri e Binebine
[Marocco]

fotopadmarocco.jpgI colori caldi dei suq, le terre sabbiose, il fascino antico dei riyad: torna a distanza di quattro anni alla Biennale di Venezia, il Marocco. La mostra, curata da Paolo De Grandis, presenta le opere di Fathiya Tahiri e Mahi Binebine, artisti che da anni si sono imposti sul panorama artistico internazionale per il loro linguaggio espressivo fatto di elementi tratti dalla tradizione e riletti in chiave moderna. L’allestimento si snoda attraverso opere pittoriche e scultoree che entrano così ad arricchire il patrimonio storico della Chiesa di S. Maria della Pietà, sede del progetto, che già annovera in sé un importante patrimonio di capolavori. Qui il Marocco torna a essere un pensiero geografico; non solo una soglia etnica e politica ma soprattutto un’occasione per poter parlare di viaggi e attraversamenti, di forze e poteri. Uno spiraglio, dunque, dove oltrepassare insospettabili aperture sociali e artistiche per restituire una prova di sensibilità, una visione univoca e riflessa di quel che sta accadendo nel mondo. In questo modo, le opere esposte diventano l’emblema di tanti luoghi, aree con le quali e nelle quali confrontarsi quotidianamente. E così le tele di Fathiya Tapiri, dove ogni colore si stempera in mille declinazioni, dialogano con le figure silenti di Mahi Binebine caricandosi di senso per poi esprimersi, con un gioco di assonanze e contrappunti, in un circuito inedito tra spazio, opera e fruitore.
(Carlotta Scarpa)

Fathiya Tahiri e Mahi Binebine
Chiesa S. Maria della Pietà
Info www.artecommunications.com

 

Linee di memoria
Arte e storia in Fiona Tan
[Olanda]

Disorient come smarrimento, sconcerto di fronte all’incertezza di un mondo in perenne cambiamento, che muta velocemente, disorientandoci. Per ovviare a tale straniamento non c’è che la riscoperta delle origini, attraverso la ricerca di immagini che finiscono col diventare simboli della memoria, guidati dall’intento di costruire un ponte tra il passato storico che permane nel ricordo e la realtà quotidiana che viviamo costantemente. Fiona Tan, che descrive se stessa come una straniera, la cui identità è definitfotopadolanda.jpga da “ciò che non è”, è in fondo un’artista professionale con un profilo di ‘emigrante’: in fuga dall’Indonesia, paese che la vede nascere da padre cinese e madre australiana e dal quale fugge presto a causa del regime repressivo, compie i suoi studi artistici all’Accademia di Rietveld e al Rijksmuseum, per poi insegnare al De Ateliers di Amsterdam. Nelle sue installazioni audiovisive al padiglione olandese - a cura di Saskia Bos - emerge in particolare il suo interesse per la geografia e i viaggi dei mercanti che hanno reso una città di importanza cruciale come Venezia luogo di ricchezze e potere: al fascino di oggetti sacri e profani si unisce il destino di solitarie figure portatrici di significati reconditi.
(Luisa Turchi)

 

«Fiona Tan. Disorient»
Padiglione Olanda

Info www.fionatanvenice.nl

 

 

Derisione sistemica

Gusmão e Paiva e la percezione della realtà [Portogallo]

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Experiments and Observations on Different Kinds of Air è il titolo della mostra portoghese di João Maria Gusmão e Pedro Paiva organizzata dal curatore Natxo Checa. La coppia di artisti dà forma al pensiero della “Metafisica ricreativa” formulata da Pessoa in merito alla derisione come unico strumento dell’artista per comunicare il proprio pensiero alla società. Le loro opere sono indissolubilmente legate alla percezione onirica e psicologica della realtà, sviluppando strategie cognitive in assonanza con l’inconscio.
(Romina Simonato)

«Experiments and Observations on Different Kinds of Air»
Fondaco dell’Arte
Info www.artecommunications.com

 

 

 

 

 

 Dal cielo alla terra Image
Il segno rapido di Philippe Pastor [Principato di Monaco]

 

Guardare la terra dal cielo significa osservarla secondo una superiore visione, quella dello spirito: all’origine di Le Ciel Regarde La Terre di Philippe Pastor c’è proprio questo: una pulsione dell’anima che non può tacere di fronte alla constatazione del caos umano e terrestre in atto. Come quinte prospettiche di un teatro del Mondo, quasi fossero immagini scattate da un satellite, sorprendono lo spettatore tre grandi opere realizzate con pannelli lignei collocati su strutture di ferro, che denunciano le problematiche connesse a Le pole nord, Les ciclones, La nature défigurée. La convulsione pittorica vitalistica espressa dall’artista di Monaco rimanda alla forza delle bruciature di Burri, alle sedimentazioni cariche di Tápies: la materia diventa traccia di un’esistenza connotata dall’angoscia e dal dolore, che unisce pigmenti puri provenienti dal Marocco ad altri materiali come terra, sabbia, schegge di legno, metalli piegati dal fuoco. L’atrio del padiglione con gli alberi-totem bruciati, costruiti anche attraverso rottami di carrozzerie accidentate derivanti da luoghi dove sono avvenuti attentati, non può che generare un sentimento di ribellione in ognuno di noi.
(Luisa Turchi)

«Le ciel Regarde La Terre»
Padiglione Principato di Monaco
Presidio Militare Esercito-Caserma Cornoldi

 

La Siria in una stanza
A Ca’ Zenobio l’incontro italiano con l’arte siriana
[Repubblica Araba Siriana]
fotopadsiria.jpg

 

La Siria si presenta alla Biennale 2009 con la mostra Stanza d’artista ospitata a Ca’ Zenobio fino all’11 novembre, mostra realizzata da due artisti siriani, Issam Darwich e Yasser Hammoud e da altri italiani e europei, Gastone Biggi, Salvatore Emblema, Sergio Lombardo, Hannu Palosuo, Franca Pisani, Concetto Pozzati, Turi Simeti.

Si tratta in realtà di un gruppo di mostre personali, ciascuna realizzata all’interno degli eleganti spazi del palazzo barocco di Dorsoduro. Vale la pena di visitare la mostra non solo per la novità dell’arte contemporanea che ogni due anni tocca la laguna, ma anche per la possibilità rara di visitare un meraviglioso palazzo aristocratico del passato.
(Romina Simonato)

«Stanza d’artista»
Palazzo Zenobio ex Collegio Armeno Moorat-Raphael
Info www.artecommunications.com

 

 

 

Parallelo contemporaneo
Tracce espositive dal Monte Titano
[Repubblica di San Marino]
fotopadsanmarino.jpg
Un chiaro riferimento alle coordinate geografiche del parallelo terrestre che passa per l'asse della statua della Libertà di S. Marino e attraversa tutto il pianeta, è 43°56’11,77” NORD. Mondi da fare, titolo dell'esposizione realizzata dalla Repubblica di San Marino per la 53. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia. Dopo ventitré anni di assenza dalla Biennale d'Arte, la repubblica propone i lavori dei suoi artisti, le cui opere dal 4 giugno al 22 novembre saranno accolte nella meravigliosa cornice dell'isola di San Servolo, luogo ormai deputato al dialogo artistico e interculturale. Il progetto espositivo, curato da Valerio Pradal, occupa la superficie di 140 m. del Padiglione 17 e si snoda in tre diversi ma complementari allestimenti: Start 1, Start 2 e Start 3. Il primo Start vede protagoniste le sculture in acciaio e legno di Leonardo Blanco e Marialuisa Tadei.
Domenico Casadei, Alberto Chezzi, Dario Lazzari, Antonio Lengua, Nico Macina, Antonio Molinari, Elisa Monaldi, Omar Paolucci, Michela Pozzi e Thea Toni sono invece, i dieci artisti sammarinesi di Start 2, le cui grandi opere si snodano attraverso un percorso espositivo di sicuro impatto visivo, completato da Riccardo Furini e Nico(la) Ventura protagonisti di Start 3.
(Cristina Pulvirenti)

 

«43°56’11,77” NORD. Mondi da fare»
Isola di San Servolo
Info www.labiennale.org

 

 

Destinazione Paradiso [Repubblica di San Marino]
Doppio appuntamento con l’arte di Marialuisa Tadei

Doppio appuntamento in città per l’Artista Marialuisa Tadei, che all’Isola di San Servolo, nel Padiglione di San Marino, presenta l’opera La Grande Ciglia e nello spazio suggestivo della chiesa di San Samuele, adiacente a Palazzo Grassi, espone le sue opere di dimensioni monumentali, in una personale dal titolo: Passaggio allfotopadsanmarino2.jpga Luce - Into the Light, Paradise Pavilion. Marialuisa Tadei ha la singolare capacità di  saper trarre una sintesi tra due dimensioni molto contrastanti tra loro, il mondo materiale e consumistico con i suoi eccessi e la dimensione dello spirito, in cui prevale astrazione e riflessione. La Tadei media tra l’immediatezza e la speculazione in una dimensione che talvolta è priva di gravità, rendendo leggeri materiali pesanti come il ferro e appesantendo materiali leggeri e trasparenti come il vetro e gli specchi. È la spiritualità, di cui i lavori della Tadei sono pervasi, che conferisce una leggera gioia diffusa, paradisiaca, in contrasto con la materialità del circostante. «A mio avviso le astrazioni organiche di Tadei, con i loro complessi significati e la loro bellezza misteriosa, sono un tentativo convincente - sia dal punto di vista espressivo che da quello percettivo - di risolvere quella che rimane la dialettica fondamentale del modernismo: l’astrazione e l’empatia di cui Worringer scriveva nel 1908» (Donald Kuspit).

Marialuisa Tadei
Dal 5 giugno al 22 novembre Chiesa di San Samuele
Dal 7 giugno al 22 novembre Isola di San Servolo