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Tonalità femminili. L'Associazione MusicaVenezia punta i riflettori su Anna Bon e Barbara Strozzi
Written by Anna Barina   

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Nella storia della musica la figura femminile ha avuto per lungo tempo una funzione subalterna rispetto a quella maschile. Fino al secolo scorso alle donne venivano addirittura preferiti gli eunuchi, cui erano affidate parti proprie della vocalità femminile. Nonostante questo le donne riuscirono a essere interpreti e, soprattutto, compositrici di musica, spesso a costo di non pochi compromessi. Molte biografie testimoniano il cammino difficile e contrastato verso la visibilità, intesa non tanto come volontà di apparire ma, in primis, come affermazione dell’essere. Ancora nel 1839 Clara Wieck Schumann scriveva: «Una donna non deve voler essere compositrice. Nessuna ne è stata capace fino ad oggi, perché dovrei sperare di riuscirci io? Sarebbe un peccato di orgoglio». Sempre attiva nel promuovere e valorizzare musiche poco note è l’Associazione MusicaVenezia, diretta dalla studiosa Roberta Reeder, che nell’ambito della rassegna «Musica a Casa Goldoni» dedica gli appuntamenti del 5 e 19 luglio (ore 18) all’esecuzione dei lavori di due donne compositrici attive a Venezia: Anna Bon e Barbara Strozzi.

La prima nacque intorno al 1739 ma la sua la biografia è ancora piena di lati oscuri. Sappiamo che a quattro anni fu ammessa al coro dell’Ospedale della Pietà di Venezia e sempre nella città lagunare fu allieva di Candida della Pietà, una maestra di viola. Appena sedicenne, nel 1756, pubblicava a Norimberga le VI sonate da camera per il flauto traversiere, dedicate a Federico di Bayreuth, margravio di Brandeburgo alla corte del quale era al servizio come virtuosa di musica da camera. Un secolo prima operava Barbara Strozzi (1619-1677), allieva di Francesco Cavalli. Era la figlia adottiva del giudice, poeta e librettista veneziano Giulio Strozzi, su testi del quale scrisse la sua prima composizione, pubblicata nel 1644. Entrambe donne coraggiose, quasi delle eroine, la cui vita privata si intreccia con la passione per la musica che diventa spesso un mezzo per imporsi in società maschiliste.

 

Nel cartellone di MusicaVenezia, «Festival di Monteverdi», anche l’appuntamento del 17 luglio, alle ore 20 ingresso libero, con un concerto dedicato alla Festa del Redentore, che si terrà proprio nel luogo simbolo di questa ricorrenza, la splendida chiesa palladiana collegata per l’occasione alla riva delle Zattere attraverso il ponte votivo di barche. In programma musiche di Monteverdi e Gabrieli dirette da Jonathan Pradella.


«Musica a Casa Goldoni» 5, 19 luglio
«Festival di Monteverdi» 17 luglio
Info www.musicavenezia.org