VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow ARTE arrow Archivio
Liberi di vedere
di Mariachiara Marzari   
arte_rehberger.jpg«Per esprimere la propria sensibilità estetica un amante dell'arte deve superare i sentimenti scontati che derivano dal gusto dominante. È proprio la sensibilità che l'arte riesce a svegliare. Se l'arte ha un valore supremo, è proprio quello di rendere lo sguardo ancora più libero». Parole e pensieri di  François Pinault, memento per tutti i visitatori della Biennale Arte. La Biennale, dunque, nella sua globalità di rappresentazioni non solo artistiche ma anche di culture diverse, non è una celebrazione statica del presente, documentazione della realtà che ci circonda, ma una collisione produttiva di linguaggi in trasformazione, tradotti in forma artistica, proposta a un pubblico per il quale l'incontro implica un ampliamento dell'orizzonte intellettuale, un “fare mondi”, appunto!

Proprio questo rende la Biennale unica e imperdibile, un sito creativo e non semplicemente un luogo che espone una cultura alla visione di un’altra. Ma in questo terreno, che ad ogni passo mina le certezze estetiche del singolo, Daniel Birnbaum ha voluto mettere dei sassolini, dei punti fermi, per indicare un percorso, non espositivo ma di lettura. Si incontrano così, sia all'Arsenale che nel neo Palazzo delle Esposizioni, nonché in diversi Padiglioni Nazionali, artisti già codificati nel sistema arte contemporanea (museo/mercato), tra cui Gordon Matta-Clark, Michelangelo Pistoletto, Gilbert&George, Gino De Dominicis, Georges Adéagbo, Yoko Ono, John Baldessari (entrambi Leoni d'Oro alla Carriera 2009), André Cadere, Chen Zen, Yona Friedman, Thomas Saraceno, Gruppo Gutai, Joan Jonas, e Bruce Nauman, Steve McQueen, Mark Lewis, Sandro Chia, Philippe Pastor, Miquel Barcelò.

 

Le certezze si alternano così ai disorientamenti e viceversa, creando un continuo attraversamento del mondo reale, una visione alternativa, un’immagine nuova delle cose proposta dagli artisti, la cui sensibilità permette di afferrare l'individualità degli esseri e la singolarità delle situazioni. Teorema che si rispecchia anche nelle scelte della Giuria della 53. Esposizione Internazionale d’Arte, composta da Jack Bankowsky (USA), Homi K. Bhabha (India), Sarat Maharaj (Sudafrica), Angela Vettese (Italia, presidente) e Julia Voss (Germania), che ha deciso di premiare con il Leone d'Oro per la migliore Partecipazione Nazionale gli Stati Uniti d’America e Bruce Nauman per l’energia e la precisione della sua arte, vero protagonista non solo ai Giardini, ma anche in città con le mostre all'Università di Ca’ Foscari e le installazioni allo IUAV (Tolentini), nonché alla Punta della Dogana, dove il titolo della mostra Mapping The Studio riprende quello di una sua famosa videoinstallazione. arte_djurberg.jpg

 

Il Leone d’Oro per il miglior artista della Mostra Fare Mondi // Making Worlds è andato a Tobias Rehberger (Germania), autore della Caffetteria del Palazzo delle Esposizioni, progetto fortemente voluto da Birnbaum, che fa interagire il pubblico con lo spazio alterando le percezioni visive e creando, attraverso il recupero dello stile di arredamento delle navi britanniche all'epoca della Prima Guerra Mondiale chiamato razzle dazzle, una sorta di camouflage che avvolge tutto lo spazio, l'arredamento e il pubblico, reinventando le sorpassate modalità espositive, trasformando l’opera d’arte in una caffetteria e la comunicazione in pratica estetica. Leone d’Argento per il più promettente giovane artista della Mostra Fare Mondi // Making Worlds a Nathalie Djurberg (Svezia, espone al Palazzo delle Esposizioni ai Giardini) per Experimentet, con le sue scenografie fiabesche, le sue fantasie e la sua “black pedagogy”, tenute tutte insieme in una gamma unica di mezzi espressivi.


«53. Esposizione Internazionale d’Arte Fare Mondi // Making Worlds»
Fino al 22 novembre Giardini della Biennale, Arsenale
Info www.labiennale.org