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Poetici rottami. L’indagine di Rauschenberg sulla società attuale
di Sara Bossi   
Scarti della società contemporanea, vecchi segnali stradali, tubi di scappamento, radiatori, saracinesche. Sono i Gluts, saturazioni, eccessi, del texano Robert Rauschenberg, quaranta sculture realizzate tra il 1986 e il 1995. La serie viene presentata per la prima volta in Italia alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, omaggio al celebre artista statunitense scomparso lo scorso anno.

 

Tecnicamente Rauschenberg indaga le proprietà riflettenti e materiche del metallo, ma questi rottami colorati sono prima di tutto i relitti del naufragio di un intero sistema economico. Lo spunto glielo suggerisce la crisi causata dalla saturazione del mercato petrolifero che a metà anni ’80 colpisce un grosso produttore come il Texas.

 

I suoi assemblaggi poetici e spiritosi rimandano a un modello di società in declino; riproposti sullo sfondo della recessione attuale rivelano una straordinaria forza profetica. Così Rauschenberg: «È il momento dell'eccesso, l'avidità è rampante. Tento solo di mostrarlo, cercando di svegliare la gente. Voglio semplicemente rappresentare le persone con le loro rovine... Penso ai Gluts come a souvenir privi di nostalgia. Ciò che devono realmente fare è offrire alle persone l'esperienza di guardare le cose in relazione alle loro molteplici possibilità». Ecco che gli oggetti abbandonati, trasformati dall'artista, ritrovano nuova vita e significato.

«Robert Rauschenberg. Gluts»
Fino al 20 settembre Collezione Peggy Guggenheim
Info www.guggenheim-venice.it