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Paradosso magico. L’arte di Vedova e l’architettura di Piano trovano un punto perfetto di fusione
di Marisa Chelodi   

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Arte e architettura, architettura per l’arte, architettura e arte... Infinite le possibili combinazioni semantiche tra due termini che, con un rimando concentrico di significati e significanti, vivono in una costante tensione, alla ricerca di un equilibrio. Equilibrio che sembra ora magistralmente - magicamente - raggiunto nella nuova sede della Fondazione Vedova, ai Magazzini del Sale alle Zattere, dove l’arte di Vedova e l’architettura di Piano trovano un punto perfetto di fusione, liquefacendosi in una scena di luce e movimento.

L’architettura di Piano sceglie il paradosso come formula risolutiva del potenziale conflitto tra oggetti da mostrare e spazio che mostra: quasi negando la sua natura tettonica appunto, qui l’architettura si dissolve in un gioco di luce e movimento, una sfida alla legge di gravità, lasciando il palcoscenico alle opere e al pubblico, si fa movimento delle opere nella luce, dall’ingresso sulle Zattere, in piena luce abbagliante, fino alla semioscurità della stiva sul fondo del magazzino dove attendono le opere.

 

Dinamismo dell’allestimento che rimanda al dinamismo della concezione artistica di Vedova, che anima con gesti di colore e luce le tele che ora, sospese, fluttuano all’interno dello spazio, grazie a un meccanismo di alto profilo tecnologico che, garantendone la massima sicurezza, ne rivela magicamente la presenza all’apparire sulla scena.

Fondazione Emilio e Annabianca Vedova
Zattere, Calle dello Squero, Dorsoduro 46
Info tel. 041-5226626 www.fondazionevedova.org