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Mercury House… three, two, One!
di Redazione   

mercuryhouse_home.jpg«La Mercury House è un’unità monoscocca strutturalmente concepita con un design unico ed originale che privilegia l’uso di materiali speciali: marmo ultra-alleggerito, acciai speciali, vetri a doppia curvatura e materiali compositi ad alta resistenza. L’unità è autosufficiente dal punto di vista energetico e di comunicazione verso l’esterno ed è dotata di impianti tecnologici per il totale comfort personale e di tecnologie digitali per la personalizzazione specifica per il singolo utente. Si adatta ai diversi tipi di terreno e di clima. È dotata di un sistema fotovoltaico di nuova concezione».

 

Un progetto presentato come evento collaterale della Biennale Arte 2009 che intreccia diversi linguaggi - architettura, arte visiva contemporanea, video-arte, poesia - costruendo una metafora di grande suggestione filosofica, suggerendo, attraverso l'utilizzo di materie minerali - il marmo - e tecnologie bio-hi-tech, una nuova ipotesi di preservazione e rinnovamento dei linguaggi e delle espressioni creative antropiche. «Brace-brace è l’allarme urlato negli aerei in caso di pericolo. Proteggiti, abbracciati, prendi forma “ad uovo” in difesa di te stesso (concavo-convesso).

Questo progetto investe sulla scoperta di una posizione umana come forma d’arte e riconosce all’interno di questa forma la necessità di difendere il linguaggio della poesia. L’arte più vicina al cuore dell’uomo. Se gli uomini avranno in futuro ancora qualcosa in comune, che li porta avanti e li protegge, questo sarà la volontà di comunicazione e connessione, vale a dire l’investimento su una forma di empowerment creativo. Il progetto si presenta come “luogo-concetto”. La Mercury House è il gesto umano, il brace-brace, diventato architettura reale e forma d’arte per il suo contenuto. È essa stessa un’isola ad alto potenziale tecnologico e poetico capace di produrre connessioni inaspettate, di collegare isolamenti».

 

Il progetto è firmato dalla Fondazione Mare Nostrum, che ha come presidente Riccardo Pandolfi e come direttore artistico Marco Nereo Rotelli, artista già più volte protagonista a Venezia attraverso il coinvolgimento dei più grandi poeti internazionali in progetti performativi nel contesto di svariate Biennali, a cui si deve la partecipazione di questa installazione di confine alla Biennale 2009. Chi firma invece l'ideazione e la realizzazione di questa “casa artistico-spaziale” è un'azienda leader nella declinazione del marmo di Carrara in nuove, contemporanee forme artistiche, vale a dire la GVM Civiltà del Marmo, che si è avvalsa di un progetto architettonico concepito da Arturo Vettori, fratello del primo astronauta italiano, Roberto Vettori, che a sua volta non ha mancato di fornire una sua consulenza inevitabilmente preziosa.

 

Passando un giorno in compagnia del titolare della GVM, Gualtiero Vanelli, abbiamo in questa sede per ora voluto soddisfare innanzitutto la nostra curiosità su quali siano il senso e la direzione vivi e innovativi dell'utilizzo di questa gloriosa materia minerale, il marmo, nel poliedrico universo dell'arte contemporanea. Insomma, c'è ancora un futuro artistico per la preziosa pietra mirabilmente modellata da Michelangelo e Canova?

 

«Mercury House One»
2 settembre Isola di San Servolo
Info
www.fondazionemarenostrum.it  - www.laciviltadelmarmo.it