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Tempi Moderni. Maurice Prendergast alla Collezione Guggenheim
di Redazione   
prendergast1.jpg[di Philip Rylands] Nel 1898, anno in cui nasce Peggy Guggenheim, l’artista americano Maurice Prendergast lascia Boston, Massachusetts, per un viaggio in Italia, dove rimane 18 mesi, visitando Padova, Firenze, Siena, Assisi, Orvieto, Roma, Napoli, Capri e Venezia, città quest’ultima in cui trascorre i suoi soggiorni più lunghi. Gli acquerelli e i monotipi qui realizzati, una volta esposti a New York e Chicago nel 1900, sorprendono profondamente il pubblico americano. Tra il 1911 e il 1912 Prendergast visita nuovamente Venezia. I due viaggi in Italia sono il soggetto della mostra Prendergast in Italia che la Collezione Peggy Guggenheim ospita dal 10 ottobre al 3 gennaio 2010, con una selezione di oltre sessanta opere tra oli, acquerelli e monotipi.

Durante il XIX secolo, gli artisti americani erano attratti da ciò che Henry James definiva time-mellowed harmonies dell’Italia e in particolare di Venezia: ossia, da un’Italia armonica plasmata dal tempo. Tre artisti in particolare esemplificano questo: James McNeill Whistler, John Singer Sargent e Maurice Prendergast. Whistler e Sargent, quali espatriati americani, maturano le proprie brillanti carriere a Parigi e a Londra, e trovano a Venezia l’ispirazione per alcuni dei loro lavori migliori. Prendergast invece incarna il singolare fenomeno dell’artista americano abituato a dipingere le coste del New England, alla ricerca di uno stile moderno in Europa ma che al tempo stesso rimane profondamente legato alla sua terra e alle sue origini. Il suo lavoro presenta una visione dell’Italia permeata dalle tendenze artistiche europee, senza tuttavia celare la sua implicita “americanità”, carattere quest’ultimo che dominerà la scena artistica internazionale dalla metà del secolo successivo.

 

Se dunque le acqueforti veneziane di Whistler si focalizzano sulla pittoresca decadenza della città lagunare, mentre Sargent, fatta qualche eccezione, si concentra sui suoi monumenti e i poveri abitanti, Prendergast invece si sente attratto dalla modernità di Venezia, dai ricchi visitatori con abiti alla moda, dalle processioni e feste che erano in parte l’espressione della tradizione storica e in parte la risposta al turismo internazionale.

 

La prima cosa inusuale che si nota nelle vedute italiane dell’artista sono le colorate folle di pedoni nei primi piani delle sue opere. Le immagini di Prendergast di questo periodo sono impressioniste: raccontando pittoresche vedute della città, l’artista non caratterizza le figure né offre aneddoti di alcun tipo, ma si concentra piuttosto sulla tecnica. Alla Biennale di Venezia del 1899, l’artista americano vede probabilmente i quadri di Giovanni Segantini, divisionista nello stile e simbolista nel soggetto, la cui arte avrebbe rappresentato una conferma della sua produzione artistica di quegli anni, ma anche una chiara indicazione della strada da intraprendere in futuro.

 

Nel 1907 torna a Parigi, dove i dipinti in mostra al Salon d’Automne erano stati radicalmente trasformati dai Post-Impressionisti, dai Nabis e dai Fauve, Cézanne e Matisse in particolare. La pennellata semi-immediata e sciolta di Prendergast, inizialmente finalizzata a una descrizione e a effetti di luce e colore a basso contrasto, si trasformano in una superficie espressiva in tensione con un’atmosfera e uno spazio illusori.

 

Durante il suo secondo soggiorno italiano, iniziato nell’agosto del 1911, realizza vedute della città secondo un nuovo stile. Da allora il suo lavoro non è più topografico né liricamente illustrativo, ma tende al Simbolismo alla maniera del primo Kandinsky, a composizioni figurative che evocano il tardo Renoir, al trattamento della superficie della tela in colorate armonie e forme generate da quella pennellata che lo ha reso uno dei modernisti americani più particolari e inimitabili. Nonostante il rapido flusso delle avanguardie, in particolar modo il Cubismo, lo stesse lasciando ai margini del Modernismo, all’epoca della sua morte Prendergast era riconosciuto come un grande e ammirato pioniere.


Philip Rylands

 

Maurice Prendergast - In Italia
Dal 10 ottobre al 3 gennaio 2010 Collezione Peggy Guggenheim
Info tel. 041-2405404
www.guggenheim-venice.it