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Obiettivo espressivo. Atta Kim e lo sviluppo progressivo del paesaggio urbano
di Cristina Pulvirenti   

attakim.jpgProsegue fino al 22 novembre la personale dell’artista coreano Atta Kim, ospite a Palazzo Zenobio in occasione della 53. Esposizione Internazionale d’Arte - Biennale di Venezia. Utilizzando la fotografia come strumento d’espressione, più concettuale e astratto che rappresentativo, Atta Kim sviluppa e mette a fuoco in On air i concetti dell’esistenza e della scomparsa, a cui si è dedicato sin dal 2002.

 

Per quest’occasione propone due serie di rappresentazioni di paesaggi urbani, concentrando la sua attenzione nella compressione temporale della prima sequenza e in quella spaziale della seconda, mediante la diversificazione della tecnica fotografica utilizzata.

 

Se, infatti, gli scatti del primo gruppo di foto -prodotti da un’esposizione di otto ore per ogni singola veduta - appaiono più offuscati e caratterizzati dalla presenza di elementi permanenti che lentamente svaniscono, quelli della seconda serie Indala, sono il risultato della giustapposizione di 10.000 immagini di ogni città presa in esame. La tela grigia che ne deriva racchiude in sé il pensiero tutt’altro che pessimista dell’artista che, mostrando l’evanescenza della materia (animata o inanimata), punta l’attenzione sull’importanza  di prendersene cura prima che questa scompaia.

«Atta Kim - On air»
Fino al 22 novembre Palazzo Zenobio
Tel. +39 041-5228770