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Padiglione Italia. Collaudi futuristici Riflessioni e sviluppi sulla portata di Marinetti
di Anna Trevisan   

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Collaudi. Omaggio a F.T. Marinetti è il titolo della mostra a cura di Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice ospitata fino al 22 novembre nel nuovo Padiglione Italia, alle Tese delle Vergini dell’Arsenale, in occasione della 53° Biennale d’Arte. La mostra non è stata pensate come una semplice collettiva di artisti. I curatori propongono infatti una cernita di opere create appositamente dagli artisti (tutti italiani, di età compresa tra i quaranta e i cinquant’anni) che sono stati invitati a riflettere sull’eredità del Futurismo, lo storico movimento artistico italiano, a cent’anni dalla nascita di uno dei suoi padri fondatori. «È la vitalità nel presente che ci interessa del Futurismo, prima e unica avanguardia del ’900», spiegano i curatori.

Il Futurismo è stato un movimento artistico che ha funto da centro radiante e germinale, aperto alla contaminazione e alla sperimentazione di nuovi linguaggi: una vera e propria fucina della contemporaneità. «Altri verranno dopo di noi», scriveva Marinetti nel 1909, nel Manifesto di fondazione del movimento. Con Collaudi (che è anche il titolo dell’omonimo testo di Marinetti) la sfida lanciata dal Futurismo alle generazioni a venire è stata dai due curatori letteralmente raccolta e messa in atto.


«Collaudi. Omaggio a F.T. Marinetti»
Giardini della Biennale
Info www.labiennale.org