VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow CINEMA arrow Archivio
1959-1960: il magico biennio. Il cinema del rinnovamento al Candiani
di Elena Furlanetto   
hiroshimamonamour.jpgDopo la Seconda Guerra Mondiale molte cose erano crollate in Europa e qualcosa a livello culturale si era spezzato. Negli anni Cinquanta e Sessanta cinema, letteratura, arte e musica sporgono la testa verso sperimentazioni che la fanno finita con gli archetipi, i tabù e le maniere. Circuito Cinema celebra il ‘cinema di transizione’ di quegli anni con «Cinquanta, quasi Sessanta», una rassegna di quattordici film, prodotti e distribuiti nelle sale fra il ’59 e il ’60, scelti in base al loro potere di rappresentare il distacco necessario, e nella maggior parte dei casi violento, dal vecchio al nuovo.

 

Hiroshima Mon Amour (Alain Resnais, 1959), ad esempio, è uno dei primi film che esprime la memoria attraverso il flashback. Anche i dialoghi, scritti da Marguerite Duras, autrice dell’omonimo romanzo, fanno del film uno dei più importanti incroci tra cinema e letteratura. Ombre (Nick Cassavetes, 1959) tratta il delicato tema dei rapporti interrazziali nella New York della Beat Generation e unisce jazz e cinema attraverso la colonna sonora di Charles Mingus e l’uso di sceneggiatura, location e attori improvvisati. «The film you have just seen was an improvisation».

 

L´avventura (Michelangelo Antonioni, 1960) invece, bianco e nero cupo e accecante, sperimenta i modi in cui un film può semplicemente dissolversi all’interno del vuoto strutturale, dove nulla di ciò che si racconta è vero o può essere verificato. Davvero molte cose erano crollate in Europa.


«Cinquanta, quasi Sessanta»
Dicembre-gennaio 2010

Centro Culturale Candiani-Mestre (Ve)
Info tel. 041-2386111