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ElectriCity. A Padova esplode il Nu Fest
di Gianluca Marcato   

miracalix3.jpgGiunto alla sua quarta edizione, il Nu Fest, costola elettronica di Veneto Jazz, propone un cartellone di appuntamenti imperdibili, un programma che, a nomi storici del panorama della musica sperimentale ed elettronica, alterna alcune delle più recenti e fresche tendenze del genere.

 

Forte del contributo dei membri più giovani di Veneto Jazz, associazione d’eccellenza che da più di vent’anni è attiva nell’organizzazione di concerti e festival di musica contemporanea e jazz, il «Nu Fest» ha saputo da subito conquistare il popolo underground. Non da meno, anche questa edizione porta in scena a Padova live set ricchi di proposte musicali puntellate da suggestioni visive, lezioni di videoarte, installazioni sonore e performance sperimentali. La formula è sempre la stessa, consolidata nel tempo e a prova di ruggine: tre venerdì, il 19 e 26 febbraio e il 5 marzo, scanditi da workshop a partecipazione gratuita - che prevedono il riconoscimento dei crediti formativi universitari - concerti a teatro in prima serata e spettacoli finali in un live club. Anche quest’anno gli ospiti più importanti si esibiscono al Teatro MPX, anticipati da artisti emergenti della scena nazionale, mentre la seconda serata è affidata ad una nuova location, il Le Queen Club.

 

Per quanto riguarda in particolare le due date di febbraio, si parte venerdì 19 con un pomeriggio dedicato a Tonewheels, il workshop/esperimento di Derek Holzer che prevede la trasformazione di un immaginario grafico in suono. Partendo da alcune invenzioni basilari del secolo scorso nel campo dei sintetizzatori, l’artista prova a condurci fino alla realizzazione di un sintetizzatore ottico, una serie di circuiti sensibili alla luce in grado di produrre suoni e pattern ritmici. Non poteva esserci madrina migliore ad inaugurare la prima serata del festival: la sudafricana Mira Calix, artista candidata ai prossimi British Composer Awards, mescola giochi vocali con layer elettonici e atmosfere rarefatte che richiamano i suoni della natura.

Tra le sue importanti collaborazioni ricordiamo quelle con Radiohead, Plaid, Godspeed You! Black Emperor and Aphex Twin. La seconda serata al Le Queen è all’insegna di Fingerlickin’ Rec, etichetta storica del funk anni ’90 londinese rappresentata dall’energico ed eclettico Justin Rushmore e dal suo Soul Of Man dj set.

 

Il programma di venerdì 26 inizia con il workshop L’installazione sonora di Lars Lundehave Hanses. Hanses sfrutta tecniche eterogenee per ottenere movimento e spinta fisica dagli speaker dei classici impianti stereo, arrivando attraverso questa fisicità a muovere alcuni oggetti e a farne risuonare altri. Da non perdere anche il live set di Jon Hopkins, artista inglese acclamato in tutto il mondo per le sue composizioni indipendenti, spesso impiegate in compilation, film e spot pubblicitari, ma anche per le produzioni con altri artisti del calibro di Imogen Heap, Steve Balsamo, Coldplay, Brian Eno. Per concludere la serata nel club, ci si affida al live set degli Interlope, duo parigino dell’electrobreakbeat divenuto un cult soprattutto per la suggestiva capacità di improvvisazione e l’originalità nel suono.

 

«Nu Fest 2010»
19, 26 febbraio e 5 marzo Padova
Info
www.venetojazz.com