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Affinità elettive
di Chiara Casarin   
vedova2.jpgIl grande braccio meccanico si ferma, come un cavaliere in un gesto galante all'arrivo della signora da tempo attesa. Riposte nel fondo del grande spazio del Magazzino del Sale, le tele di Emilio Vedova occuperanno silenti e ordinate l'archivio mobile progettato da Renzo Piano lasciando libero, per tutta l'estate, l'ampio impalcato di larice per le opere ospiti di Louise Bourgeois. L'artista americana, di origini francesi, porterà nell'isola un corpus di opere mai esposte prima, The Fabric Drawings realizzate dal 2002 al 2008 e una selezione di lavori ancor più recenti, che saranno accompagnati da alcuni modellini inediti del maestro veneziano. Sospendere temporaneamente lo spettacolo del movimento automatizzato dei dipinti di Emilio Vedova non ha solo una funzione puramente espositiva ma si presenta come un importante segno di cambiamento.

La mostra segna infatti un 'salto di presenza', come lo ha definito Germano Celant durante la presentazione alla stampa. Scardinare la consolidata monotematicità delle fondazioni, mettere in relazione le opere dell'artista fondatore con quelle di esponenti d'altri linguaggi artistici e aprire le porte all'internazionalità, sono scelte che hanno determinato l'approdo di un progetto ambizioso come questo.

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Progetto che, oltretutto, si pone in apparente antitesi con le emergenze sociali cui la contemporaneità tenta di far fronte e che potrebbero determinare una temporanea deposizione delle armi della cultura. Invece questa mostra ne è a tutti gli effetti un sagace contrattacco.

 Sulla scorta dell'affermazione di Louise Bourgeois «la paura crea forme», questa duplice esposizione si pone come presa di posizione culturale che fa dell'arte uno strumento di unificazione delle masse e di comunicazione di un potere superiore a quelli che generano conflitti. Ad accostare i due artisti, più che una certa uniformità linguistica, è servita l'intuizione del loro condiviso approccio all'arte come forma di vita, come gesto denso di conseguenze culturali ampie e impreviste, come sguardo attivo sul fluire emozionante del tempo. Il duetto Vedova-Bourgeois, estremamente accordato ed equilibrato dal punto di vista formale ed estetico, porterà in laguna una mostra che segnerà la storia espositiva della Venezia contemporanea. I modellini inediti di Emilio Vedova, realizzati tra il 1953 e il 1997, saranno collocati nell'antico studio dell'artista posto alle Zattere, luogo amato e vissuto, quella 'finestra sul mondo' che oggi al mondo si apre.

 

Talmente tanto sono state rispettate le abitudini del maestro nella sistemazione di questi spazi e talmente accurata è stata la selezione degli interventi sull'aspetto delle superfici che al curatore era venuta quasi la tentazione di apporre al portone di ingresso un fogliettino con la scritta “torno subito”, quasi a suggerire la presenza incorruttibile dello spirito del maestro negli spazi che gli sono stati cari. Le due esposizioni, accessibili dal 5 giugno al 19 settembre, sono documentate e arricchite di testi critici nel duplice catalogo Skira curato da Germano Celant.


«Louise Bourgeois e Emilio Vedova. The fabric works. Emilio Vedova scultore»
Dal 5 giugno al 19 settembre Fondazione Emilio e Annabianca Vedova
Info tel. 041-5226626 www.fondazionevedova.org