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Quel villaggio in mezzo al cemento… Divertimento a tutto tondo nell’oasi urbana di Marghera | Quel villaggio in mezzo al cemento… Divertimento a tutto tondo nell’oasi urbana di Marghera |
| di Redazioneweb | |
È oramai un appuntamento irrinunciabile, un luogo di ritrovo abituale, familiare, ristoratore, tanto che gli organizzatori hanno deciso di prolungarne l’effetto benefico varando quest’anno la formula ‘Village extralarge’ che allieterà per ben due mesi e mezzo, fino al 29 agosto, le calde e soffocanti notti cittadine. Il Marghera Estate Village non è una semplice kermesse musicale, non un susseguirsi sterile di concerti e spettacoli, è più consono definirlo occasione di aggregazione e integrazione sociale, una colorata babele di culture, suoni, lingue, sapori e profumi. Naturalmente il microcosmo del Parco Panorama si occupa e preoccupa del benessere dei suoi abitanti e ne dà prova con un nuovo progetto di risparmio energetico. La conversione a basso consumo di tutte le sorgenti luminose della festa, avvalendosi di tecnologie a led e pannelli solari, è un’iniziativa pratica ed efficace, un esempio concreto di come far economia rispettando l’ambiente, che ha una valenza particolare in una città come Marghera, tristemente nota per gli elevati fattori di inquinamento.
La vera forza di questa manifestazione risiede nell’eterogeneità e nel tempo stesso nella semplicità con cui il Village si pone nei confronti del suo ‘popolo’; c’è spazio per tutti, senza discriminazioni di sorta, che siate discotecari convinti, musicisti in erba alla ricerca di un palco, fratelli rasta, piroettanti ballerini di salsa o vi apprestiate, con cappello da cowboy e stivali con speroni, a diventare i nuovi campioni di ballo country. La musica, con i live e dj-set quotidiani, può essere fulcro o sottofondo, il punto non è far accorrere grandi masse pronte a scomparire dopo i ‘concertoni’ di turno (che comunque ci sono; un esempio: The Wailers il 31 luglio), ma piuttosto la creazione di un rapporto continuativo tra pubblico e manifestazione che dia vita a un senso di appartenenza, non a caso è nata l’espressione “Popolo del Village”.
Tutto ciò è possibile grazie all’offerta talmente varia da accontentare ogni tipo di persona: tutte le partite dei mondiali su megaschermo; un po’ di shopping lungo il colorato ed etnico viale dei mercatini; un kebab o dei falafel da gustare da Aladino che per non tralasciare nulla dell’atmosfera araba offre ai suoi avventori anche l’arghilè. Se, invece, la vostra passione sono i pub saranno i distaccamenti estivi del Vapore e del Simply Blonde ad accontentare i vostri palati; o, se gradite, un po’ di cous cous allo stand senegalese del Teranga; e, perché no, una cena di pesce offerta dagli ottimi cuochi del Dona Flor. Naturalmente, ora che vi siete abbuffati, di corsa in pista a smaltire! Insomma, il messaggio, in fin dei conti, è chiaro e positivo: forse questo particolare momento storico non è dei migliori, ma cerchiamo di stare meglio, suvvia, ce lo meritiamo e… non è poi così difficile! |