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Utopia e rappresentazione. Indagini critiche dall’Illuminismo agli anni Trenta
di Luisa Turchi   
utopia.jpgUtopia Matters a cura di Vivien Greene è una mostra sulle ‘società utopiche’ storicizzate del mondo artistico, animate da istanze idealistiche contro la capitalizzazione e l’industrializzazione che portano all’alienazione dell’individuo, per un ritorno all’‘età dell’oro’ in armonia con la natura e senza distinzioni di classe. Si esamina la Confraternita dei Primitivi in Francia (i gemelli Franque, J. Broc, P.M. Quay) sostenitori a fine Settecento dell’arte greca arcaica, etrusca e quattrocentesca italiana contro il Neoclassicismo imperante. La Lukasbund nasce invece a Vienna, con i Nazareni Overbeck e Pforr, poi trasferitesi nel monastero di San Isidoro a Roma: fautori della sincerità e moralità dell’arte, guardano al primo Rinascimento e a Raffaello, si prodigano per il recupero della pittura d’affresco monumentale.

I Preraffaelliti Hunt, Millais e Rossetti celebrano a partire dal 1849 lo stile del Quattrocento e il gotico medievale. Il ritorno all’artigianato per l’arredo favorisce la nascita delle Arts and Crafts sull’esempio delle corporazioni medievali, della Morris, Marshall, Faulkner and Co ad opera di Morris, artista e portavoce del socialismo dell’Inghilterra vittoriana. Compaiono anche la Roycroft a New York (1893), la Haute-Claire a Fontainebleau (1896), la Chipping Campden nei Cotswolds inglesi (1902). Fondamentale la visione neoimpressionista e progressista francese di Signac e Cross. Il Novecento aprirà le porte al Bauhaus e al Costruttivismo Russo.

 

«Utopia Matters. Dalle confraternite al Bauhaus»
Fino al 25 luglio Collezione Peggy Guggenheim
Info tel. +39 041-2405411 www.guggenheim-venice.it