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Le Russie attuali. L’espressione artistica e le incidenze storico-ambientali
di Nicola Eremita   

russie1.jpgFacciamo subito una distinzione tra Arte e Media. Con l’avvento della massificazione il committente dell’Artista è il Media. In tal senso l’artista diviene “esecutore di arte applicata”. Non possiamo confrontare l’avvento della massificazione con il mondo preindustriale per esporre una sorta di evoluzione o progresso delle arti. La dimensione umana, che prima conviveva con la visione dell’arte, cessa del tutto con la massificazione. La distanza che si crea tra la popolazione e il potere è immensa; dal punto di vista spaziale, morale, culturale. L’esigenza del Media è disumanizzatrice proprio nel momento in cui coglie l’efficacia soverchiante della retorica dell’ottimismo, del consenso assoluto, della manipolazione totale. Nell’era moderna avviene nel campo delle arti un cambiamento radicale e sconvolgente. Viene codificata l’idea del progresso, cosa impensabile nell’antichità; e per il progresso si sacrifica l’Umanesimo e il Rinascimento. Non conta più l’Uomo ma la Massa.

 

Molte delle opere esposte nella mostra Russie! Potrebbero benissimo rappresentare una coeva società capitalistica. L’ideologia sottostante non è fondamentale; ciò che conta è l’obiettivo concreto: egemonizzare la coscienza collettiva.

 

russie2.jpgNon posso quindi ammettere come arte la produzione istigata dalla committenza e dedita all’esclusiva retorica del Media ma la posso certo collocare nel campo dell’artifizio e dell’espediente. In tal senso non riconosco nemmeno il motivo della censura: censura da cosa? Nella logica del consenso è ovvio che coloro i quali perseguano anche oggi una naturale e spontanea ‘vita da artista’ non possano sentirsi in alcun modo vittime della censura. Infatti costoro si muovono in una dimensione del tutto differente e non attinente. Costoro esistono a prescindere dal consenso.

 

Mi trovo quindi nella posizione di non comprendere il contenuto della mostra Russie! se non in termini di paragone tra ciò che è arte (frutto della maturazione esistenziale del vivente artista) e ciò che è artificio (frutto del cosiddetto “posto di lavoro” e quindi produzione di un qualche cosa che soddisfi la stima critica).


La mostra Russie!, nella sua strutturazione, risulta eminentemente attuale nel modo di intendere l’arte contemporanea, «galeotta, asservita allo scandalo del Media». Si tratta di una lettura dicotomizzata che da un lato esalta il valore conformista dell’artificio e dall’altro opprime il valore assoluto dell’arte paragonandola a qualcosa che con essa non ha nulla a che fare.

«Russie!»
Fino al 25 luglio Università Ca’ Foscari
Info tel. 041-2346942 www.unive.it/cafoscari/fr