| Equilibri cinetico-luminosi. Lo spazio artistico teatro di luce e movimento |
| di Luisa Turchi | |
Grzegorz Musial, direttore della polacca Signum Foundation, in collaborazione con la Galleria Denise René di Parigi, inaugura a Palazzo Donà un’esposizione dedicata al mondo dell’arte cinetico-luminosa, presentando il lavoro di dieci artisti quali i precursori dai tempi della Grande Avanguardia Werner Graeff e Laszlo Moholy-Nagy, i classici dell’arte cinetica storica Marta Boto, Horacio Garcia Rossi, Julio Le Parc, Nicholas Schoffer, Gregorio Vardanega e artisti che hanno proseguito le ricerche in tali ambiti fino alla soglia del XXI secolo, come Carlos Cruz-Diez, Józef Robakowski, Jesus Rafael Soto.
Programmazioni estetico-percettive nelle quali interagiscono insieme
movimento e luce concorrono a creare opere d’arte che abbracciano non
solo la vista ma la totalità dei nostri sensi, in una riflessione che
presuppone anche la condizione materiale del colore nello spazio fruito
dallo spettatore. Come sostiene il noto critico Jean Clay (in La
peinture est finie, Robho, Paris, n.1, giugno 1967), «un’opera cinetica
altro non è che il darsi sotto i nostri occhi, hic et nunc, di un
avvenimento fisico: le forze della natura - ombre, luci, energia motrice
- sono messe a profitto per riproporre davanti a noi il grande lavoro
che compiono senza posa nella totalità dell’universo». |