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Collezione video
di Andrea Esposito   
youtubeplay.jpgYouTube Play è un concorso di video creativi per scoprire e promuovere i migliori talenti che lavorano nel mondo dei video online. Realizzato in collaborazione con HP, YouTube Play vanta una giuria di esperti, costituita da figure di spicco del panorama dell’arte, del cinema e del design, tra cui Nancy Spector, direttrice della Fondazione Solomon. R. Guggenheim. La giuria selezionerà 20 video provenienti da tutto il mondo che saranno presentati il 21 ottobre al Museo Solomon R. Guggenheim con proiezioni simultanee nei musei Guggenheim di Berlino, Bilbao e Venezia. I partecipanti sono invitati a presentare video nuovi o già esistenti, creati negli ultimi due anni, sul canale YouTube Play. I requisiti essenziali del concorso sono: durata massima di 10 minuti e un testo scritto, in allegato, inerente l’opera. La scadenza è il 31 luglio 2010. L’obiettivo del concorso è quello di scoprire e promuovere lavori in grado di ampliare la nozione di video. Il fenomeno del video online (in particolare di YouTube) è molto più recente di quanto si possa pensare e ha molto poco a che vedere con l’estetica del XX secolo. YouTube è stato fondato nel febbraio 2005 da Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim ed è il sito web che presenta il maggior tasso di crescita.

 

Nel giugno 2006 l'azienda ha comunicato che quotidianamente vengono visualizzati circa 100 milioni di video, con 65.000 nuovi filmati aggiunti ogni 24 ore, figurarsi cosa accade nel 2010. Ma facciamo un passo indietro. La fruizione di un video (fiction, documentario, videoarte…) sul monitor di un computer mette in discussione l’estetica che genericamente chiamiamo “cinematografica” per lo più veicolata dalla televisione e dallo schermo del cinema. Invece di mostrare una singola immagine, l’utente del computer vede una serie di finestre coesistenti, anzi, la coesistenza di più finestre sovrapposte o accostate è un principio fondamentale dell’interfaccia (sia esso YouTube o altri). Una sorta di zapping percettivo, che agisce sulla composizione. Lo spettatore è in qualche modo ‘distratto’ da una serie di stimoli cognitivi spesso non conciliabili tra loro. È all’interno di questo contesto che si inserisce il lavoro di chi realizza video per la Rete. Secondo Geert Lovink, teorico dei nuovi media, «la Rete rappresenta per il dandy elettronico ciò che la strada metropolitana rappresentava per il dandy storico». Un Data Dandy, quindi, che anziché avere come pubblico la folla anonima dei boulevard, si trova dinanzi gli altri utenti connessi alla Rete. Seguendo la logica di Lovink, egli non deve collocarsi al di sopra della folla, bensì trasportare lo spettatore attraverso vettori semantici, vale a dire, «giocare con le regole della Rete». Per questo e per svariate altre ragioni, sperimentare nuove forme di video, all’interno di concorsi sponsorizzati da grandi istituzioni culturali, rappresenta una risorsa dal potenziale, ad oggi, incalcolabile.

«YouTube Play. Biennale di video creativi»
Presentazione video entro il 31 luglio 2010
Info www.guggenheim-venezia.it