VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow ARTE arrow Archivio
Partecipazioni Nazionali. Biennale d'architettura 2010 /1
di Redazioneweb2   
Repubblica Popolare Cinese: Appuntamento con il futuro | Regno del Bahrain: Alla ricerca del mare perduto | Malaysia: Paesaggi Connaturali | Tailandia: Nuovi epicentri sociali | Svizzera: Passaggio in Svizzera | Egitto: Pensieri Piramidali | Repubblica di Corea: Le città integrali

 

 

cina.jpg

Appuntamento con il futuro.

Un evento firmato China Arts and entertainmento Group

[Repubblica Popolare Cinese]

Un appuntamento - spiega Keyang - potrebbe trasformarsi in un incontro, ma non è detto. Uno spazio destinato a un incontro lo è in modo intrinseco, invece uno spazio dove avviene un appuntamento diviene tale all’improvviso, in base al contesto. Si lascia investire da una funzione che magari non ha e non ha mai avuto. Un’architettura, pertanto, non può definire un appuntamento ma è piuttosto definita dalle possibilità che esso ha generato.  Un appuntamento è attraversato da un’indeterminatezza che, come un filo rosso, attraversa anche l’architettura cinese. Per accadere, appuntamento e architettura prevedono di dover sedurre. Entrambi contribuiscono a far incontrare tra loro delle persone. Entrambi sono in grado di estrapolare dagli sguardi di estranei, nel caos della città, uno spazio pubblico ‘temporaneo’. Entrambi riescono a creare uno spazio scenico in cui rappresentare in modo dinamico un dramma sociale e dove identificare opportunità per incontri a venire, trasformando un’azione privata in un’esperienza pubblica. Infine, entrambi, invece di una destinazione, indicano un percorso da attraversare, che può condurre a collaborazioni e amicizie, sorprese e ad avventure. A incontri, con il futuro. (Anna Trevisan)

«Here for a Chinese Appointment»
Arsenale, Deposito delle Cisterne e Giardino delle Vergini
 Info www.labiennale.org

 

Alla ricerca del mare perduto.
Architettura e mare, storia di una relazione difficile

bahrain.jpg

[Regno del Bahrain]

C’era una volta il Regno del Bahrain, che aveva legato la propria vita al mare e ai suoi frutti. Era una terra di pescatori e raccoglitori di perle, snodo millenario di commerci tra India e Mesopotamia. Oggi questo arcipelago del Golfo Persico, adagiato tra la bocca dell’Arabia Saudita e la schiena del Qatar, si trova suo malgrado a dover fare i conti con le trasformazioni del proprio territorio, sempre più votato a un’urbanizzazione che pare aver letteralmente voltato le spalle al mare, eccezion fatta per le sparute abitazioni a mille piani con vista sulla spiaggia e per quelle ormai sempre più rare dei pescatori. Tre capanne di pescatori, ultime tracce dell’antica vocazione marinara che per lungo tempo ha connotato la fisionomia sociale e urbana dell’isola, sono state ricostruite ad hoc alle Artiglierie dell’Arsenale. Queste ‘architetture senza architetti’, lontane da ogni magniloquenza, fungono da allusiva introduzione delle molte problematiche e da concreta testimonianza di un disagio sotteso alle trasformazioni occorse negli ultimi ottant’anni.Una pubblicazione raccoglie e documenta, insieme alle foto di Camille Zakharia, i risultati dell’indagine condotta da un gruppo di esperti sull’impatto del cambiamento. A completamento, The Sea Interviews, una serie di interviste sul rapporto degli abitanti con il mare. (Anna Trevisan)

 

«Reclaim»

Arsenale, Artiglierie


Info www.labiennale.org

 

 Paesaggi connaturali.
Ipotesi di sintesi tra ecologia e architettura

malaysia.jpg [Malaysia]

Il processo di manipolazione e ‘artificializzazione’ dei paesaggi naturali e l’urgenza crescente di una loro trasformazione ecocompatibile; in una parola, Re/mixed. Questo il tema scelto dalla Malaysia per la 12. Biennale Architettura. Re/mixed, come mixare, miscelare natura e tecnologia, paesaggi reali e irreali, abitando e desacralizzando i territori isolati dagli aspetti della vita umana: una rinuncia romantica al concetto di natura (come phusis, “scaturigine”) per affrontare l’urgenza crescente di trasformazione (sostenibile) degli spazi naturali. Natura intesa, quindi, come elemento onnicomprensivo, entità manipolabile, rete di connessione tra tecnologia, architettura e cultura. Un interessante percorso che indaga la struttura, le funzioni e le trasformazioni del paesaggio mettendole in relazione con l’ambiente costruito dall’uomo per la realizzazione dei propri bisogni e attività. L’interrogativo a cui si cerca di dare risposta è in che modo sia possibile manipolare la natura trovando una sintesi tra ecologia e trasformazione? (Andrea Esposito)
«Re/mixed»
Arsenale, Artiglierie
Info www.pam.org.my
    
thailandia.jpg Nuovi epicentri sociali.
Bangkok reinventa gli spazi pubblici d’incontro

[Tailandia] 
Dove e in che modo ci incontreremo? Come reagire al tema del People meet? Otto proposte di progettazione, una serie di modi possibili di abitare angoli nascosti di una metropoli, come Bangkok, così dinamica eppure così compressa, una città in cui le aree verdi per abitante sono di appena 3 metri quadri (cinque volte in meno degli standard) al centro di una riflessione sulla trasformazione degli spazi pubblici in luoghi d’incontro, di socialità, di intrattenimento. Ma anche in luoghi per il tempo della vita quotidiana. Le otto proposte selezionate che costituiscono la partecipazione della Tailandia alla Biennale Architettura spaziano dalla trasformazione in spazi di raccolta sociale di luoghi nascosti o sconosciuti della metropoli a invenzioni radicali per ridisegnare gli scenari urbani. Foreste di tubi che generano campi magnetici e tagliano i segnali elettronici obbligando ad un’interazione face-to-face; grosse sfere gonfiate e poi sgonfiate in piazze pubbliche per attirare i passanti che, una volta accorsi, si ritrovano costretti in un medesimo punto; grosse coperte poste come tetti che reagiscono ai differenti volumi interni; pannelli frammentati che spingono all’interazione corporea: spingere-tirare, sedere-stare in piedi, scorrere-bloccare… (Andrea Esposito)

«Thailand Meet & Greet»
Arsenale, Artiglierie
Info www.labiennale.org
Passaggio in Svizzera
Lo sguardo di Conzett attraverso l’obiettivo di Martin Linsi
[Svizzera]
svizzera.jpgUn ingegnere, Jürg Conzett, è il protagonista del padiglione svizzero alla 12. Biennale Architettura. In mostra vi sono immagini scattate da Martin Linsi che documentano lavori di alta ingegneria dal contenuto architettonico, con la caratteristica di un forte legame con il paesaggio. La Svizzera presenta un territorio molto frastagliato e i punti di collegamento sono fondamentali e si connaturano per un forte legame con quanto li circonda. Sono documentati ponti, passerelle, gallerie, muri di sostegno, passaggi e costruzioni che permettono una completa fruizione del territorio e che sono, al tempo stesso, in grado di suscitare sensazioni nell’utente o in chi le osservi. Le fotografie sono il risultato di vari viaggi compiuti dagli autori attraverso la Svizzera, suddividendo il percorso in venti ‘compartimenti’ - in analogia con i compartimenti topografici - e sono ordinati cronologicamente secondo le stagioni, dal paesaggio invernale del Sittertobel, fra San Gallo ed Herisau, fino alle immagini scattate all’inizio dell’estate sul Passo del Susten. Caratteristica delle opere è la loro commistione con la tradizione: non c’è invasione, ma dialogo incessante con ‘il resto’, ogni paesaggio è un passaggio verso un altrove che mantiene intatta la sua natura.

 (Fabio Marzari)
«Paesaggi e costruzioni d'arte»

Padiglione Svizzera, Giardini della Biennale
Pensieri piramidali.
Il padiglione egiziano e la forma urbana
[Egitto]
egitto.jpgL’architettura e l’Egitto sono una sorta di nesso causale, Imhotep fu forse il primo architetto cui la storia possa attribuire un preciso merito per le sue geniali intuizioni a Saqqara, nel 2640 a.C. circa. Tutto si dipana nella libertà di pensiero, di azione, di grande forza comunicativa che l’architettura possiede e la potenza delle realizzazioni dell’antichità, concepite per celebrare il regno dei morti, trovano la loro massima espressione di vitalità nell’energia quasi inesauribile che a distanza di millenni sanno regalare a chi si pone in relazione con esse. Il padiglione egiziano alla Biennale di Architettura è l’estrinsecazione di un pensiero, forte come la scrittura che rende definito un attimo, consegnandolo all’immortalità. Le riflessioni del curatore, Ahmed Mito, servono a celebrare l’architettura come forma di libera organizzazione nel tempo e nello spazio, estrinsecazione di gruppi di individui che si trasformano in società con la collettivizzazione dei nuclei, divenendo principio fondante di società e insieme di regole condivise. A seconda delle epoche, la fantasia, l’estetica, la voglia di rendere poetica la forma urbana allarga le dimensioni dell’oggi ad una proiezione futura, molto in avanti nel tempo. (Fabio Marzari)

«The search for Salvation»
Padiglione ai Giardini
Info www.mitostudio.com 
Le città integrali. Il Padiglione coreano racconta l’architettura di ieri e quella di domani
[Repubblica di Corea]
korea.jpgNon solo uno spazio espositivo ma anche e soprattutto uno spazio da abitare. Così il Padiglione Coreano si propone ai visitatori, ospitando proprio al centro la ricostruzione di un Hanok, la casa tradizionale coreana di legno, espressione di una calma razionalità sposata alla bellezza delle forme, dove da sempre le persone hanno incontrato e si sono incontrate nell’architettura. Sugli scenari futuri e possibili di Seul si interroga il seguito dell’esposizione, mettendo in luce le oscillazioni ora armoniche ora dissonanti che la capitale sta conoscendo nella trasformazione del suo tessuto urbano e sociale. Grazie a una struttura urbana flessibile e non in contrasto con la natura, Seul si è finora dimostrata in grado di reggere alla pressione dei cambiamenti che il rapido sviluppo economico ha innescato. Questa forte capacità di adattamento sembra trovare il proprio naturale proseguimento nel ‘cantiere virtuale’ di Tesoc, dove i visitatori contribuiscono a realizzare insieme il sogno di una città ‘integrale’, cioè partecipata. Le persone, infatti, attraverso un telefonino, possono intervenire e influenzare la progettazione della città. Perché «our city is the integral place through differential life». (Anna Trevisan)

«Re-Place-Ing: documentary of changing metropolis Seoul»
Padiglione ai Giardini
Info www.labiennale.org