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Potere Kitsch
di Livia Sartori   

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Preparatevi a cambiare la vostra idea di kitsch. O forse no. Al secondo piano di Palazzo Cini a San Vio va in scena Biennale Kitsch, una mostra internazionale di pittura figurativa e narrativa con sede itinerante in cui l’uso del termine kitsch viene riportato alle sue origini, quando significava - in pittura tanto quanto in musica - sentimentalità e pathos.

 

Undici dei quindici artisti che espongono sono stati selezionati da una giuria sulla base della loro abilità nel creare la vita sulla tela: l’essenza del kitsch è dare centralità ai valori che non trovano spazio nell’arte contemporanea, che generalmente disdegna l’abilità tecnica e persegue strenuamente l’originalità e l’innovazione.

 

 

Il kitsch si pone come alternativa all’arte, la qualità è di gran lunga preferibile all’originalità e le opere sono imbevute di una prospettiva di eternità - amore, morte, tramonto - che rifiuta il momentaneo. La mostra è un’iniziativa di World-WideKitsch, associazione senza scopo di lucro con base in Norvegia, il cui simbolo è la farfalla, a significare l’esistenza eterna dell’artigianato (inteso come abilità manuale) e della bellezza; la giuria è presieduta dal maestro Odd Nerdrum, che nel 1996 teorizzò il movimento, definendolo una sovrastruttura positiva per la pittura figurativa, non-ironica e narrativa.

«Biennale Kitsch 2010»
Fino al 15 ottobre Palazzo Cini
Info
www.worldwidekitsch.com