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This is not another Biennale. Festival Tina-B “si mostra” a Padova e a Venezia
di Redazione   

tinab.jpgThis is not another Biennale, Tina-B, con questo efficace acronimo si contraddistingue un’importante iniziativa culturale, che in sole cinque edizioni è divenuta un punto fermo nella scena del contemporaneo a Praga, coinvolgendo un numero sempre crescente di artisti di varia provenienza, che hanno pacificamente invaso gli spazi della magnifica città boema, con installazioni e performance artistiche.

 

Porsche Italia, attenta da sempre ai fermenti culturali più innovativi, ha contribuito alla presenza di Tina-B in Italia, dopo il primo assaggio in occasione delle vernici della Biennale Architettura 2010. Una significativa propaggine di questo movimento è in mostra, presso il Centro Porsche Padova (Corso Stati Uniti, 35 - orari: lun./ven. 9-19; sab. 9-12), fino al 24 novembre con opere di alcuni tra gli artisti più interessanti nel panorama dell’arte contemporanea internazionale:

 

Katja Loher, artista svizzera trapiantata a New York, Grimanesa Amoròs e Linda Ciharova, la praghese Daniela Deutelbaum e gli italiani Federico Paris, Giuliana Cuneaz e Anna Monichi. L’edizione per l’Italia della mostra è curata da Serena Baccaglini. Un corollario importante si svolge a Venezia, presso la Chiesa di San Leonardo, in collaborazione con la Fondazione Claudio Buziol con “Festival TINA B. in Venice”. Artisti esposti: Enoc Armengol (Spagna), Neil Barbisan (Italia), Ludovico Bomben (Italia), Valdez Pedro Cardoso (Portugal), Mauro Cuppone (Italia), Daniel Hanzlik / Pavel Mrkus (Repubblica Ceca), Katharina Lackner (Austria), Norman Leto (Polonia) Jenny Marketou (Grecia), Owen Mundy / Dietrick Joelle (Stati Uniti d'America).


tinab2.jpgEvento inaugurale, la performance ideata dall’artista greca Jenny Marketou, dal titolo Fragile, un percorso tra arte, moda, pubblico e città, in questo caso Venezia. Attraverso il segno, il corpo e il materiale,  si costruisce un evento che attraversa la performance e la moda per arrivare ad imporsi nello spazio pubblico. Fragile vuole dare luogo ad un raduno sociale che comporti una riflessione sul significato dello spazio comunitario e dell’arte stessa. Fragile, come i vestiti di carta leggera e colorata che i partecipanti indossano per le calli di Venezia, Fragile come un’arte di cui i performer si fanno consapevoli indossatori, Fragile come i rapporti comunitari che quotidianamente veniamo a creare. L'idea del titolo, l'uso della parola “fragile”,  come l'uso della carta sottile, riflettono l’idea di un mondo e di una umanità “fragile”, di cui tutti siamo parte. Ma anche permette di considerare la fragilità della città di Venezia di fronte al pericolo crescente dell’acqua alta e del lento e inesorabile scendere sotto il livello dell'acqua. Tutti i partecipanti che indossando Fragile sono consapevoli del fatto che ricoprono il ruolo di esecutori e accettano la responsabilità, la creatività e l'impegno di essere parte di una manifestazione pacifica, camminando attraverso la città storica di Venezia.


www.tina-b.eu

www.fondazioneclaudiobuziol.org