VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow VENICENESS arrow Archivio
La golosa leggenda del Santo donatore
di Fabio Marzari   

smartino.jpgL’11 novembre è San Martino e a Venezia è abitudine diffusa regalare un dolce di pasta frolla a forma di cavallo cavalcato dal santo con l’elsa sguainata e il mantello svolazzante, guarnito con glassa di zucchero colorata, praline, caramelle e cioccolatini, lo si può trovare anche nella ricca versione ricoperto al cioccolato.

 

La festa cade nel periodo dell’anno che prende il nome di estate di San Martino, un breve periodo di tempo in cui, dopo le prime gelate autunnali, si verificano condizioni climatiche favorevoli e relativo tepore. In passato, durante questa festa a carattere popolare, si usava mangiare castagne e vino nuovo, cantando sotto le finestre delle case, auspicando che gli abitanti all’interno buttassero altre castagne.

 

Oggi di questa antica festa rimane l’usanza da parte dei bambini di sbattere tra di loro oggetti che fanno tanto rumore, come pentole e coperchi, e di girare di campo in campo e calle in calle domandando qualche spicciolo o caramelle ai negozianti o ai passanti. Mentre sbattono le pentole e i coperchi che hanno trafugato da casa, spesso i bambini cantano una simpatica filastrocca che ricorda in qualche modo la proverbiale generosità del Santo.

 

 

 

Osanmartino.jpgh che odori de pignata!

Se magnè bon pro ve fazza,

Se ne de del bon vin

cantaremo S.Martin. S. Martin n'à manda qua

Perché ne fe la carità

Anca lu, co'l ghe n'aveva

Carità ghe ne faceva. Fe atenzzion che semo tanti

E fame gavemo tuti quanti

Stè atenti a no darne poco

Perché se no stemo qua un toco!...

 

In presenza di generosità ecco che si dirà:


E con questo la ringraziemo

Del bon animo e del bon cuor

Un altro ano ritornaremo

Se ghe piase al bon Signor

col nostro sachetin

Viva, viva S. Martin.


In caso malaugurato di tirchieria conclamata ecco una sorta di anatema:

 

Tanti ciodi gh'è in sta porta

Tanti diavoli che ve porta

Tanti ciodi gh'è in sto muro

Tanti bruschi ve vegna sul culo.