VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow ARTE arrow Archivio
A Palazzo Grimani il ‘bestiario’ fantastico di Hieronymus Bosch
di Redazione   

bosch.jpgDopo aver accolto tre indiscussi capolavori di Giorgione, le splendide sale di Palazzo Grimani, oggi a tutti gli effetti tra gli spazi espositivi più suggestivi di Venezia, vedono esposte fino al 20 marzo tre opere di un altro grande protagonista dell'arte rinascimentale, l'artista fiammingo Hieronymus Bosch ('s Hertogenbosch, Olanda 1450-1516).

 

Noto per la sua trascinante carica espressiva e per la bizzaria e inquietudine dei suoi dipinti, Bosch si distingue per i lavori fantastici, nati per illustrare la morale e i concetti religiosi della sua epoca.

 

Così le tre opere ora esposte a Palazzo Grimani su decisione del sovrintendente Vittorio Sgarbi, in passato parte della collezione del cardinale Domenico Grimani e lasciate in eredità alla Serenissima, rispecchiano alla perfezione il fantasioso immaginario artistico del pittore fiammingo, che spesso si avvale dei Bestiari medievali quale sua insaziabile fonte iconografica ed erge a protagonista costante dei propri dipinti l'umanità condannata all’inferno per via del peccato.

 

Ne è testimonianza la Visione dell’Aldilà (1500-1503), composta da quattro pannelli realizzati a olio su tavola, forse ali di un trittico, dove, accanto al Paradiso terrestre e all’Ascesa all’Empireo, la Caduta dei dannati e l’Inferno sono sicuramente le parti di maggiore suggestione, dense e cupe, suggestive anticipazioni degli inquietanti sviluppi dei successivi Trittico delle Delizie (Madrid, Prado) e Tentazioni di Sant’Antonio (Lisbona, Museu de Arte Antiga).


I due trittici, il Trittico di Santa Liberata e il Trittico degli eremiti, prima di tornare a Venezia dopo la morte del cardinale Grimani, rimasero a Vienna, nelle collezioni imperiali fra il 1838 e il 1893 e successivamente al Kunsthistorisches Museum fino al 1919, per fare poi ritorno a Palazzo Ducale, dove sono attualmente conservate. Il Trittico di Santa Liberata (1505) è composto dei tre dipinti su tavola, raffiguranti Sant’Antonio, il martirio di Santa Liberata e I viandanti e il porto.

 

Come la Visione dell’Aldilà, anche quest’opera è stilisticamente vicina alle Tentazioni di Sant’Antonio di Lisbona e quindi riferibile al periodo di mezzo della carriera di Bosch, mentre il Trittico degli eremiti è riconducibile al terzo periodo maturo del maestro, verso il 1510, a giudicare soprattutto dalla grande importanza data all'elemento paesaggistico, così straordinariamente lirico in contrasto con i turbamenti dei santi eremiti, personificati in piccoli indizi di violenza e di mostruosità, come nelle coeve Epifania o San Giovanni Battista, entrambi conservati a Madrid. Promossa dalla Soprintendenza Speciale per i Musei e le Gallerie Statali di Venezia, la mostra è organizzata e prodotta da Arthemisia Group.

 

«Bosch a Palazzo Grimani»
Fino al 20 marzo Palazzo Grimani
Info tel. 199500200
www.arthemisia.it