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La maschera del tempo
di Riccardo Triolo   

senso_1.jpgC’è un tempo per il cinema e un tempo per la Storia. Poi c'è il tempo in cui il cinema si confronta con la Storia. Un tempo tridimensionale, che sovrappone al tempo ricreato della rievocazione storica del racconto il tempo dell'attualità del periodo in cui il film è stato realizzato. E che dire della vertigine delle visioni retrospettive di film storici o in costume? Un gioco di mascheramenti ed evocazioni, che ha portato spesso il cinema a vestire i panni della Storia per raccontare, criticandolo, il presente.

 

Questi e altri camuffamenti saranno i protagonisti della rassegna «Ottocento al cinema: da Senso a Sissi», curata da uno dei più autorevoli storici del cinema viventi, Gian Piero Brunetta; una carrellata di tredici film di ambientazione ottocentesca, non solo italiani, tutti accomunati dallo stesso potere evocativo, dalla stessa capacità di attualizzazione della Storia.

 

E non è poco, se consideriamo la recente, vergognosa, querelle intorno all'opportunità o meno di festeggiare il centocinquantesimo anniversario dell'unità nazionale. Una rassegna elegantemente militante, come sempre il lavoro di Brunetta, storico ‘dalle mani in pasta’, in grado di disseppellire capolavori dai più reconditi anfratti della Storia, cambiando la percezione del nostro passato. Ed è una riscoperta quella dedicata al film italiano d'animazione La lunga calza verde di Roberto Gavioli, piccolo gioiello nostrano, realizzato a partire da un soggetto di Cesare Zavattini, creato ai tempi del boom con l'energia creativa che all'epoca innervava ogni aspetto della produzione culturale. Tra i moltissimi ritrovamenti della rassegna, spicca un assente eccellente, importante per la storia del cinema veneziano.

 

È il film Venezia, carnevale, un amore di Mario Lanfranchi, introdotto da Gian Piero Brunetta e da Carlo Montanaro e del quale verranno proiettati alcuni brani e un backstage, girato dallo stesso Montanaro. È con Senso di Luchino Visconti, peraltro riletto di recente da una giovane e intrepida studiosa veneziana (Marina Pellanda, Senso, L'Epos), che lo spettatore entrerà nel cuore dell'Ottocento, in quel secolo lungo che ha condotto il mondo verso il maremoto del Novecento e che il cinema ha sempre voluto ricreare a partire dalla riabilitazione degli oggetti, degli ambienti, delle atmosfere che ne costituiscono i significanti primari.

 

Accanto al Visconti di Senso e al Renoir di Partie de campagne, che vide proprio Visconti impegnato in qualità di aiuto-regista, il cinema muto di Carnevalesca di Amleto Palermi e Malombra di Carmine Gallone, in un omaggio alla divina Lyda Borelli, indimenticabile interprete dello spirito liberty, peraltro legatissima a Venezia, dove sposò il conte Vittorio Cini, ma ingiustamente dimenticata dalla istituzioni culturali della città. Tra la fissità ieratica del risorgimentale ed elegantissimo Piccolo mondo antico di Mario Soldati e l'arditezza stilistica de La ronde di Max Ophüls, c'è tempo per entrare anima e corpo nel film che ha portato sullo schermo il più bel carnevale veneziano, quel Casanova di Alexandre Volkoff che nel 1927 filmò con distacco ironico tra calli, campielli e nei palazzi una società in decadenza, corrotta e ossessionata dalla ricerca del piacere.

 

E così si compie sullo schermo quel carnevalesco, vorticoso viaggio nel tempo che, vestendoci nuovamente dei panni del passato, ci restituisce l'immagine più attuale di ciò che oggi, molti fotogrammi dopo, ancora siamo.

 

«Ottocento al cinema: da Senso a Sissi»
1, 3, 5, 8 marzo Casa del Cinema-Videoteca Pasinetti
Info tel. 041-5241320