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Ci sei o ci FAI?
di Davide Carbone   

fai.jpgCostituire un ente in grado di tutelare, conservare e promuovere la valorizzazione dell’immenso patrimonio artistico e paesaggistico italiano; un organismo istituzionale in grado di diffondere in maniera capillare nel territorio ideali di arte e cultura, attraverso l’organizzazione di iniziative che evidenzino le diverse peculiarità del panorama nazionale. Da questo proposito era animata Elena Croce, figlia di Benedetto, quando nell’aprile del 1975 dava formalmente avvio a un’avventura chiamata FAI, Fondo Ambiente Italiano, insieme a Giulia Maria Mozzoni Crespi, Renato Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli, firmatari dell’atto costitutivo.

 

Quasi 70 milioni di euro raccolti e reinvestiti in attività di restauro (particolarmente significativo quello di recentissima realizzazione su una teca lignea contenente i volumi della Basilica di San Marco pubblicati dall’editore veneziano Ferdinando Ongania), 40mila metri quadrati di edifici e località storiche tutelate: dal primo lascito di un terreno a Panarea nel 1976, fino al Bosco di San Francesco ad Assisi e al negozio Olivetti in Piazza San Marco, ultime significative acquisizioni di un patrimonio che comprende 45 beni tra castelli, complessi monasteriali, giardini e case d’arte.

 

Numeri che designano un bilancio certamente positivo e tuttavia batterietalmone.jpgsuscettibile di miglioramenti per l’ente benefico che prosegue la propria attività con un ciclo di incontri dal titolo Venezia capitale dell’Arte: ideatori, promotori, operatori, un viaggio tra la fine dell’Ottocento e gli anni ’60 del Novecento in compagnia di tutti quei personaggi che hanno contribuito a porre la Serenissima al centro della realtà artistica del proprio tempo. Dopo la serie di conferenze dedicate ai personaggi stravaganti che hanno vissuto la realtà lagunare tra ’800 e ’900, il comitato scientifico composto da Laura Corti e Guido Zucconi introduce nel palinsesto culturale una nuova figura, quella del ‘ristoratore appassionato d’arte’, spesso trascurata ma quanto mai decisiva e influente nel promuovere riconoscimenti e scoprire nuove personalità artistiche.

 

I riflettori sembrano abbandonare per un attimo gli artisti, andando a scovare ‘dietro le quinte’ coloro che si sono spesi in prima persona per promuovere spazi, idee, luoghi di aggregazione in cui è l’arte è protagonista indiscussa. Il palinsesto di marzo registra l’allestimento di tre incontri: il 10 Francesca Castellani, professore associato di Storia dell’Arte Contemporanea presso lo IUAV, racconta al pubblico la figura di Rodolfo Pallucchini, illustre studioso della pittura veneta settecentesca, nel corso di un incontro focalizzato sulla realtà artistica locale, mentre il 17 protagonista della conferenza è Carlo Cardazzo, editore, mercante e collezionista d’arte veneziano, ricordato per l’occasione da Luca Massimo Barbero, direttore del MACRO di Roma, curatore associato della collezione Peggy Guggenheim di Venezia e già presidente della Fondazione Bevilacqua La Masa. L’appuntamento che chiude il mese vede il gallerista Paolo Barozzi (che di Peggy Guggenheim è stato assistente personale) impegnato a descrivere l’importanza della figura di Franco Marinotti, fondatore del Centro Internazionale delle Arti e del Costume di Venezia di Palazzo Grassi.

«Venezia capitale dell’Arte: ideatori, promotori, operatori»
10, 17, 31 marzo vari luoghi a Venezia
Info www.fondoambiente.it