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Venezia che spera. Al Correr grande omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia
di Anna Trevisan   

veneziachespera.jpgImpopolare, fuori moda, lontano. Lo spirito del Risorgimento che si aggira per l’Italia oggi è malamente tirato per i capelli da battibecchi politici e boutades grossolane, negazioni di un sentimento e di un pensiero che furono capaci di traghettare con faticosa determinazione i pezzi sfilacciati di un territorio fino all’unità complessa di un solo paese.

 

A distanza di 150 anni, la gioventù appassionata delle camicie rosse scolora sotto il veleno delle polemiche, e la memoria si sgonfia sotto le punte accese dei campanilismi. Che ne è stato di quell’infuocata passione per l’utopia, di quella forza pura e di quell’entusiasmo, di quella gratuità che animarono le azioni garibaldine? Che ne è stato del diplomatico, antiretorico rigore di Cavour, dell’ombrosa segretezza mazziniana alzata a difesa di un sogno, e della generosità luminosa che spinse una generazione a morire per costruire un paese?

 

Una mostra al Museo Correr prova con matura compostezza a ripercorrere le tappe della storia dell’Unità d’Italia, svelandola nei reportage pittorici dei suoi artisti (da Querena a Caffi), nelle foto e nelle cartografie d’epoca. Dalla II Guerra d’Indipendenza, nel 1859, con Garibaldi e i Cacciatori delle Alpi al confine austriaco, al 17 marzo 1861, giorno della proclamazione del Regno d’Italia, fino al 1866, anno dell’annessione di Venezia e del Veneto. Testimonianze di un “come eravamo” forse dimenticato.

 

«Venezia che spera. L'unione all'Italia (1859-1866)»
Dal 16 marzo al 29 maggio Museo Correr
Info tel. 041-2405211 www.museiciviciveneziani.it