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La versione di Giò. Il soggetto-donna giocato da due Artisti
di Marisa Chelodi   

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[Ultimo fine settimana] Giorgione/Giò Ponti. Cosa altro può accomunare i due artisti, al di là del gioco delle lettere iniziali, così lontani nel tempo più che nello spazio, nella declinazione artistica - pittore il primo, designer/architetto il secondo - più che nei soggetti? Le donne, ad esempio.

 

Al di fuori di inadeguate e ironiche allusioni, il gusto per il soggetto-donna nei due artistiuomini si esprime con fascinosa e suggestiva eleganza nelle due opere ora in mostra alla Galleria Franchetti alla Ca’ d’Oro. La Maddalena del Giorgione è la donna redenta dall’umanità di Gesù, che mira con assorta contemplazione il vaso degli unguenti, simbolo massimo della sua dedizione; stessa assorta contemplazione, a cui forse si sostituisce un velo di malizia autocompiacente, che traspare dagli occhi preziosamente decorati della giovane donna che Giò Ponti ‘ritrae’ nel 1923.

 

 Della produzione pittorica di Giorgione già altrove è stato detto con proprietà e abbondanza. Della produzione in ceramica di Giò Ponti, nella sua versatilità professionale, basti ricordare gli anni dal 1923 al 1930 alla direzione artistica della Manifattura Richard Ginori. Ora, uscite da una stessa casa privata, le due donne prendono dimora, ancora insieme, nella sontuosa casa di Giorgio Franchetti. Sono lì, nel portego al primo piano, per essere guardate e per guardare.

 

«Giorgione/Giò Ponti»
Fino al 3 aprile Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro
Info tel. 041-5200345 www.cadoro.org