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Scarabocchi dell’anima. Vedova, sentimenti artistici senza soluzione di continuità
di Livia Sartori di Borgoricco   

vedova.jpgÈ sempre un valore aggiunto poter godere delle opere di un artista nello stesso contesto che le ha viste nascere. Quando a questo si aggiunge la possibilità di una visita diversa dall'ordinario, in cui le dinamiche si invertono e sono le opere a venire incontro al visitatore, l'occasione è davvero imperdibile.

 

Ci troviamo a Venezia, lungo la linea delle Zattere che sfocia nella Punta della Salute, nei luoghi che hanno scandito la vita di uno dei grandi maestri del Novecento, Emilio Vedova. In questa parte della città l'artista ha avuto tutti i suoi grandi studi ed è qui, all'interno del Magazzino del Sale, che si trovano gli spazi della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova che fino al prossimo aprile ospitano Emilio Vedova 1961 & 1984.

 

La mostra, utilizzando appieno la macchina espositiva progettata da Renzo Piano pone a confronto due momenti pittorici: sulle pareti della struttura cinquecentesca le tele degli anni Sessanta appartenenti a Ciclo '61 e Ciclo '62 vengono messe in relazione con opere degli anni Ottanta (Scarabocchi dell'anima e Di umano '84- IV) che si alternano nell'incavo architettonico, entrando e uscendo a scadenze regolari, con l'obiettivo di studiare la continuità del discorso linguistico che Vedova ha prodotto senza soluzione di continuità lungo tutta la sua vita.

 

«Emilio Vedova 1961 & 1984»
Fino ad aprile Fondazione Emilio e Annabianca Vedova
Info tel. 041-7795503 www.fondazionevedova.org