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Chi ha paura dell’assurdo? Metricubi e il cinema no reason
di Elena Furlanetto   

harmonykorine.jpgTalvolta si ha l’impressione che dopo Lynch non ci si scomponga più, che una volta visto Inland Empire si sia visto tutto; ad aprile, il centro culturale Metricubi ci mostra quanto disastrosamente ci si sbagli, indicando che c’è vita oltre le frontiere dell’horror. Due perle di follia in anteprima, per cui la critica tradisce una strana delirante ammirazione: Rubber, del francese Quentin Dupieux, presentato a Cannes lo scorso anno, e lo pseudo-documentario Trash Humper, di Harmony Korine: uno dei registi più temerari e psicopatici della scena contemporanea. Nella profonda periferia americana un pneumatico abbandonato si risveglia e comincia a uccidere per diletto, Rubber ci delizia e lascia perplessi con la sua surreale violenza, ci istiga a trovare una briciola di ragionevolezza, ma invano.

 

A dirla con Dupieux, il film è un’ode al no reason: l’assenza di ragione/ragioni. Con Trash Humper c’è meno da ridere: tre vandali travestiti da anziani legano bambole al portapacchi della bici e vi si avventano con un piccone, sculacciano deretani in lingerie, simulano rapporti con cassonetti dell’immondizia.

 

Questo mese, le coraggiose anteprime di Metricubi ci insegnano a non sottovalutare l’assurdo hollywoodiano, e a non sopravvalutarlo. Da non perdere la serata del 14 aprile, alla presenza del regista Jean-Gabriel Périot: una conversazione sul valore del montaggio nel giovane cinema della provocazione.



«Kino3»
7, 14, 21 aprile Metricubi, Campiello delle Erbe
Info http://metricubi.blogspot.com