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Dall’argento al pixel
di Andrea Bruni   

cinmat1.jpgCarlo Montanaro, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia dove insegna Teoria e Metodo dei Mass Media», è un eroe. Uno studioso che ha dedicato tutta la vita allo studio della più giovane delle Arti, tramutandosi - senza ombra di dubbio - nel più grande esperto italiano del cinema delle origini, degli anni eccitanti e lontani di pionieri quali Edison, i fratelli Lumière, Méliès.

 

Ora (dal 6 all’8 aprile), Montanaro ci donerà il frutto delle sue scoperte in un workshop, organizzato da Ca’ Foscari Cinema, giustamente intitolato Dall’argento al pixel, come a dire ‘dalle origini all’Oggi’, che si preannuncia come un’avvincente cavalcata sulle molteplici mutazioni dell’arte in celluloide (e non solo). La parola al prof. Carlo Montanaro.

 

Se sappiamo che i Lumière hanno inventato il Cinema, possiamo dire che la sua ‘magia’ la dobbiamo a Méliès?

Il problema è che, oggigiorno, tutti si dimenticano della… manovella. Il Cinématographe dei Lumière, che fungeva sia da camera che da proiettore, funzionava con una manovella, e fu proprio Auguste a inventare il primo ‘trucco’ cinematografico che, a differenza di quanto si potrebbe immaginare, non fu di carattere ‘ottico’, bensì meccanico. Nel 1896, durante le riprese di Démolition d’un mur, egli scoprì che invertendo la rotazione della manovella, le immagini scorrevano in senso contrario. E così i suoi stessi collaboratori gli diedero del mago per la strabiliante visione di un muro, appena distrutto, che riprendeva forma. Dimostrando così, di poter andar anche oltre alla statica ‘immortalità’ dell’attimo rubato da un fotografo.

All’illusionista Georges Méliès va il merito di aver scoperto il montaggio, quasi per caso, va detto: girando a Place de l’Opèra la sua macchina da presa si inceppò; in fase di sviluppo si accorse che il passaggio di un omnibus veniva sostituito da quello di un carro funebre. Un’occasione straordinaria per un prestigiatore come lui: ed ecco nascere l’editing cinematografico.

 

Oggi, sia vecchi maestri come Sidney Lumet, sia innovatori al pari di David Lynch sono passati al digitale. Da dove può nascere questa esigenza?

Porto da sempre avanti una personale battaglia contro il digitale, ma davanti a certe evidenze devo alzar le mani in segno di resa. Il fascino del digitale risiede nella sua capacità di simulazione del reale. Quando si riscriverà la storia del cinema, non potremo non confrontarci con Jackson e il suo incredibile Gollum de Il Signore degli anelli o con gli ‘altri universi’ di Avatar.

 

Carlo Montanaro - «Dall’argento al pixel»
6, 7, 8 aprile Ca’ Foscari Cinema-Sala Seminari Malcanton Marcorà
Info http://cafoscaricinema.unive.it

 

:agenda cinema