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Incroci di Civiltà 2011: Loro Vicino e Noi Lontano
di Elena Furlanetto   
incroci1.jpgVikram Seth è troppo pigro per scrivere e necessita di undici ore di sonno giornaliere; “La Dama” A.S. Byatt non apprezza i bambini ed è terrorizzata dalla domesticità; il premio Nobel V.S. “Vidia” Naipaul, grande intenditore di vini, ama invece disperatamente la vita familiare, ma la leggenda lo vende come personaggio umorale e intrattabile. Theo Angelopoulos, massimo regista greco, preferisce le giornate di pioggia e nebbia al sole mediterraneo; lo scrittore israeliano Etgar Keret per un periodo si arruolò nell’esercito, ma ebbe una serie infinita di problemi di disciplina. In questi frammenti è racchiusa la Missione di «Incroci di Civiltà», il festival di letteratura senza frontiere giunto quest’anno alla sua terza edizione: far esplodere i confini tra lontano e vicino, portare personalità immense della scena letteraria contemporanea nei teatri e auditorium veneziani perché si possa stabilire un dialogo personale con la letteratura, a cui gli scrittori contribuiscono mostrando segmenti dei loro mondi privati, che, in un modo o nell’altro, esplodono sotto gli occhi di tutti diventando universali. India, Iran, Indonesia, Grecia, Israele, Giappone: nomi che ci entrano in casa tramite le cronache liofilizzate dei telegiornali, nelle dosi sensazionaliste dei quotidiani.

 

«Incroci» lascia che il mondo semi-invisibile della letteratura parli delle proprie rivoluzioni; invita a sedersi e ascoltare come gli scrittori, una parola vellutata dopo l’altra, aprano prospettive individuali e al contempo universali sulla politica, sostituiscano le memorie alla storia, e “una luce dietro una finestra” (Naipaul) all’idea di patria. Non solo, «Incroci» invita a sedersi e osservare: osservare i gesti contenuti che si accompagnano al parlato, l’eccentrica modestia del vestiario, l’aggrottarsi di un sopracciglio alla menzione di parole come “nazione”, “lingua madre” o  “radici”. Questa, da tre anni, è la missione di «Incroci di Civiltà»: portare loro vicino e noi lontano.


incroci4.jpgNelle atmosfere di Teatro Malibran, Auditorium Santa Margherita, Fondazione Querini Stampalia, Palazzo Ducale, Ateneo Veneto e Signum Foundation, trenta scrittori presenteranno i loro lavori più recenti, intervistati da docenti di Ca’ Foscari e da traduttori e giornalisti di rilievo quali Gad Lerner e Daria Bignardi. Tra le nazioni più rappresentate ci sono l’India di Naipaul, Seth e Kiran Nagarkar, la Grecia del regista Theo Anghelopoulos e Petros Markaris, giallista molto amato dal pubblico, l’Europa dell’Est e una nuova Italia a cui diamo un caloroso benvenuto, ossia l’Italia degli scrittori migranti, finalmente. La giovanissima Igiaba Scego, autrice de La Mia Casa è Dove Sono e La Nomade che Amava Alfred Hitchcock, si dedica alla promozione del dialogo tra le “Afriche” e l’Europa e riflette, in una dimensione più intima, sulle tensioni che determinano la sua identità: romanità ed esotismo, diaspora e appartenenza.

 

Questi conflitti apparenti vengono sintetizzati nell’armonia della sua prosa, in una lingua che “non è solo italiano, è la mia”. Più cupa è l’esperienza di Pap Khouma (Nonno Dio e gli Spiriti Danzanti, Io Venditore di Elefanti), scrittore e giornalista di colore per cui un’“Italianità nera” è ancora un ossimoro, e che ha definito la sua una “vita ad ostacoli”, a causa di un’infinità di aneddoti di quotidiana intolleranza che lo vedono protagonista, o meglio, antagonista.

Dal 13 al 16 aprile gli scrittori si riuniscono e si raccontano a Venezia, nell’ambito di un festival che cresce in prestigio e piacevolezza, e che negli anni scorsi ha avuto l’onore di ospitare Orhan Pamuk, Salman Rushdie, Anita e Kiran Desai, Yves Bonnefoy e molti altri straordinari protagonisti della letteratura internazionale. L’anima di «Incroci» non è solo la lettura individuale, ma anche l’ascolto di storie raccontate di fronte a una ‘comunità leggente’: così, per tre giorni la scrittura ritorna oralità, storytelling, filò…

 

 «Incroci di Civiltà 2011»
Dal 13 al 16 aprile Venezia
Info www.incrocidicivilta.org

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