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Indie mood. Il rock sottile e raffinato di Cristina DonĂ 
di Jacopo Ravagnan   
cristinadona.jpgQuando un’artista come Cristina Donà fa uscire un nuovo lavoro non si sa mai cosa aspettarsi. Poliedrica e difficilmente catalogabile, la cantante lombarda ci ha abituato a spaziare in vari territori sonori. Dai tempi dell’esordio (1997) con l’album Tregua, tra le altre cose prodotto da un lungimirante Manuel Agnelli, leader degli Afterhours, ne è passata di acqua sotto i ponti. Dopo aver percorso strade decisamente rock ha raffinato lo stile e dato alle stampe altri sei album (tra cui appunto Torno a casa a piedi, uscito a gennaio), che l’hanno portata alla ribalta nazionale e internazionale.

 

Di Dove sei tu (2003) il ben noto mensile britannico «Mojo» ha scritto: «Dimenticate tutti gli stereotipi del pop italiano e le sue dozzinali imitazioni operistiche... È una cantautrice, sottile e sensibile». Proprio nel 2004 ha pubblicato un album totalmente in inglese grazie anche al grande amore dimostratole fin dagli esordi dal grande Robert Wyatt, con il quale ha imbastito anche molte proficue collaborazioni.

 

Dopo oltre quindici anni di carriera uno dei pochi rammarichi che può avere è quello di aver cercato di partecipare per ben due volte al Festival di Sanremo subendo due cocenti, quanto incomprensibili, esclusioni. Certo, quando si è partecipato al Meltdown Festival alla Royal Festival Hall di Londra e si è collaborato con parecchi dei mostri sacri della musica internazionale ci si può sicuramente consolare con una certa facilità. Bentornata a casa Cristina!

Cristina Donà
8 maggio Centro Santa Chiara-Trento
Info www.cristinadona.it