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Biennale Danza - Nuove Creazioni | programma/schedule
di Redazioneweb   

11/05/2011

Teatro Malibran ore 20.00 (REPLICA 13.05_h. 20.00)
Arsenale della Danza
BABILONIA - IL TERZO PARADISO
Scenografia e costumi Marcel Kaskeline
Ideazione luci Ismael Ivo
Assistenti alla coreografia Franca Pagliassotto e Luca Della Corte
Assistente alla produzione Andrea Bonadio
Collaborazione alla produzione Julia Gomes (Cena Cultural Produçoes)
Con Sara Angius, Emanuela Biazzi, Noelle Cotler, Patrick Cubbedge, Loretta D’Antuono, Flavio Arco-Verde, Laura De Nicolao, Roberta De Rosa, David Lagerqvist, Leonardo Magalhães Muniz, Ariadne Mikou, Giuseppe Paolicelli, Claudio Pisa, Andrea Rampazzo, Cristian Rebouças Da Silva, Lucas Ribeiro Saraiva, Armando Rossi, Claudia Sansone, Valentina D’Apuzzo Schisa, DuJuan Smart Jr., Pamela Tzeng, Felipe Vieira Vian, Elisabetta Violante, Chiara Vittadello, Anastasia Voronina
Produzione La Biennale di Venezia - Settore Danza
In collaborazione con SESC São Paulo, Fondazione Teatro La Fenice

babiloniaakikomiyake1.jpg

 

Babilonia - Il terzo paradiso è una coreografia che riflette sulla realtà multiculturale di oggi, aggiungendo un nuovo tassello ai precedenti lavori di Ivo. Nel titolo della nuova produzione riecheggia l’idea della mescolanza di lingue, culture e arti che attraversa il mondo di oggi e che ne costituisce la vera ricchezza e l’attesa di un futuro migliore. Immerso in uno spazio vuoto e candido, lo spettacolo si avvale della musica celestiale dell’epoca barocca dedicata alle voci bianche dei castrati, capace di innalzare l’umano al divino e di evocare un senso primigenio di sogno e di bellezza ma anche di terrore. Protagonisti dello spettacolo sono i danzatori del centro di perfezionamento nella danza contemporanea della Biennale di Venezia, l’Arsenale della Danza/Babilon: the Third Paradise is a choreography which reflects on today’s multicultural reality. The title of the new production re-echoes the idea of the mixture of languages, cultures and arts all throughout the world; this constitutes our true wealth, our hope for a better future. Immersed in an empty, candid space, Ivo’s spectacle makes use of the celestial music of the era, able to evoke a primigenial sense of dreams and beauty, but also of terror.

 

 

 

12/05/2011 

Teatro Piccolo Arsenale ore 20.00
Lia Rodrigues Companhia De Danças (Brasile)
POROROCA
Coreografia Lia Rodrigues
Con i danzatori Amália Lima, Ana P. Kamozaki, Lidia Larangeira, Calixto Neto, Leonardo Nunes, Thais Galliac, Jamil Cardoso, Gabriele Nascimento, Paula de Paula, Bruna Thimotheo, Francisco Cavalcanti
E con la collaborazione di Allyson Amaral, Clarissa Rego, Carolina Campos, Volmir Cordeiro, Priscilla Maia
Assistenti alla coreografia Amalia Lima
Assistenti alla coreografia per il repertorio Jamil Cardoso
Drammaturgia Silvia Soter
Costumi João Saldanha e Marcelo Braga
Disegno luci Nicolas Boudier
Produzione Centre national de danse contemporaine d’Angers, Théâtre Le Quai - Théâtre Jean Vilar de Vitry-sur-Seine, Théâtre de la Ville, Festival d’Automne – Paris, Kunstenfestivaldesarts - Bruxelles
Produzione Colette de Turville

Invitata e più volte premiata dai maggiori festival di tutto il mondo Lia Rodrigues, insieme alla sua compagnia, ha fatto conoscere il linguaggio della danza brasiliana. Ma le sue coreografie sono più di semplici spettacoli di danza perché nascono nel contesto particolare delle favelas di Rio de Janeiro, dove la pororoca1sammilandweer.jpgRodrigues ha stabilito la sua attività.

 

Il titolo Pororoca riprende il termine “poroc-poroc”, che nella lingua dei Tupi, aborigeni brasiliani, significa “ruggito, boato”. Si tratta di un fenomeno naturale prodotto dal confluire delle acque del fiume in quelle dell’oceano, quando il rimescolamento tumultuoso fra opposte correnti crea un impatto violento, come alla foce del Rio delle Amazzoni con l’oceano. Allo stesso modo Pororoca provoca un incontro tra correnti contrarie che genera onde che si accavallano e si rimescolano fra loro. Creazione del 2009 per undici danzatori Pororoca, danzato per la maggior parte in silenzio, fa scrocchiare le ossa, i muscoli, rimbombare i respiri/Invited and several times awarded by major festivals all over the world, Lia Rodrigues, together with her company, has diffused the language of Brazilian dance. The title Pororoca means “roar, crashing as of waves”. A phenomenon produced by the rushing of river water into the ocean, creating a violent impact, as at the Amazon mouth of Rio. In the same way, Pororoca provokes an encounter between contrary currents which generate overlapping, interpenetrating waves.This dance, silent for the most part, makes the bones and muscles screech and the breath come out in gasps.

 

14/05/2011 

Teatro Malibran ore 18.00
Rotterdam Dance Academy/Codarts (Paesi Bassi)
TALENT ON THE MOVE
Coreografie Jirí Kylián, Mauro Bigonzetti, Nacho Duato, Regina van Berkel, Neel Verdoorn, Bruno Listopad, Jérôme Meyer & Isabelle Chaffaud
Con Konstantina Chatzistavrou, Sabine Groenendijk, Fem Rosa Has, Amelie Lambrichts, Cátia Oliveira Nicolau, Beatrice Panero, Federica Rizzo, Naima Sommacal, Jade Stenhuijs, Zoë Wijnsouw; Matthew Bade, Joris Bergmans, Antonio Borriello, Reid Cuming, Quentin Dehaye, Pasquale Lombardi, Ermo Pashaj, Michael Sastrowitomo,
Riccardo Zandona
Direttore artistico Caroline Harder
Maestro di balletto Keith-Derrick Randolph
Tecnica Gerben van der Weert
Costumi Ans Kooijman and Ayu Ariyati
Produzione Ellen Dijkstra
Con il supporto dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Italia
In collaborazione con Fondazione Teatro La Fenice

talentonthemovejoke_schot.jpgFra le accademie dedicate alla danza moderna e contemporanea più antiche e attualmente una delle più importanti d’Europa, la Rotterdam Dance Academy, nata nel 1931, oggi è parte dell’Università delle Arti. A Venezia, con un duplice cast, ognuno di dieci danzatori, la Rotterdam Dance Academy presenta Talent On The Move, spettacolo che assembla coreografie d’autore a quelle di artisti più giovani, che per l’accademia hanno creato i loro lavori. Del coreografo ceco Jirí Kylián si vedrà un frammento del celebre A Way A Lone, del 1998. Di Nacho Duato si vedranno alcuni frammenti da PorVosMuero, (1996), e Cantata (2001). A seguire due brani creati da due artiste olandesi diplomate all’Accademia: 7 van de 24 di Regina Van Berkel; quindi Once a Tango di Neel Verdoorn. Un- è il titolo proposto dal coreografo portoghese Bruno Listopad. Conclude la serata Master of Puppets di Jérôme Meyer e Isabelle Chaffaud/Among the oldest and most important European academies dedicated to modern and contemporary dance, the Rotterdam Dance Academy has come to Venice with a double cast, each composed of ten dancers. It is presenting Talent on the Move, a spectacle that assembles young new talent and top-quality choreography. There will be a fragment of the celebrated A Way A Lone by the Czech choreographer Jirí Kylián; and some fragments of PorVosMuero, (1996), and Cantata (2001), both by Nacho Duato.

 

14/05/2011

Teatro Piccolo Arsenale ore 20.00
Milano Teatro Scuola Paolo Grassi (Italia)
REFORM CLUB
Scene e coreografia Michele Di Stefano
Con le danzatrici del III Corso di Teatrodanza Lorena Amico, Elda Gallo, Alessandra Gaeta, Stefania Lazzeri, Camilla Monga, Alessandra Rizzuto e Claudia Rossi
Musica Lorenzo Bianchi

reformclub_amedeonovelli.jpgGià ospiti della Biennale Danza, nel 2005 e nel 2009, le allieve del terzo corso di Teatrodanza di Milano Teatro Scuola Paolo Grassi si incontrano questa volta sul piano di una rilettura inedita del recente repertorio del gruppo MK. Lo spettacolo indaga il senso di appartenenza che il corpo cerca fuori da sé, nel suo movimento verso l'esterno. Il Reform Club è il luogo immaginario dove il protagonista de Il giro del mondo in ottanta giorni di Verne accetta la scommessa di circumnavigare il globo in tempi strettissimi. Il viaggio pieno di imprevisti è affrontato con imperturbabile distacco e fiducia illimitata in un ordine che sembra iscritto nella Terra stessa, ma è anche un'allegra accettazione del carattere labirintico del mondo/The production Reform Club explores the sense of belonging that the body seeks outside itself, in its movement outwards. The Reform Club is an imaginary place where the protagonist of Around the World in Eighty Days by Jules Verne accepts the bet that he can circumnavigate the globe in a restricted amount of time. The journey and its many unexpected events are met with unflappable detachment and unlimited faith in an order that seems inscribed onto the Earth itself, but it is also a cheerful acceptance of the labyrinthian nature of the world.

 

15/05/2011 

Teatro Piccolo Arsenale ore 20.00
Performing Arts Research And Training Studios (Belgio)
PROJECT, DON'T LOOK NOW
Ideazione Xavier Le Roy
Direzione del progetto Xavier Le Roy e Mårten Spångberg
Assistenti alla coreografia Franca Pagliassotto e Luca Della Corte
Con Camille Durif Bonis, Nestor Garcia Diaz, José Paulo dos Santos, Youness Khoukhou, Vedis Kjartansdottir, Radouan Mriziga, Simon Portigal, Victor Perez Armero, Michiel Vandevelde, Cyriaque Villemaux, Mohamed Toukabri, Miriam Wolf

parts2_photobartgrietens.jpgProject, don’t look now nasce da tre settimane di workshop con 12 allievi del ciclo di ricerca del P.A.R.T.S. con i coreografi Xavier Le Roy e Mårten Spångberg, basato sui principi coreografici di un precedente pezzo, Project, che affronta la coreografia attraverso il gioco e le sue regole, indagando le relazioni che si instaurano, i processi che si mettono in moto, ciò che ne risulta e anche come viene accolto. Quanti e quali movimenti si possono generare attraverso la tattica e la strategia che derivano dal gioco e dalle sue regole? In che modo e quali giochi/regole producono o diventano coreografia e viceversa? Infine, che genere di relazione producono sugli spettatori questi processi?/Project, don’t look now is the product of a 3-week workshop with 12 students from the P.A.R.T.S. research cycle with choreographers Xavier Le Roy and Mårten Spångberg, based on the choreographic principles of an earlier piece, Project, that Xavier Le Roy had also developed in 2003 in collaboration with other choreographers. Project addresses choreography through game-playing and its rules, exploring the relationships that are built, the processes, the outcome and how it is received.