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NY upper class
di C.B.   

Roland Barthes amava sostenere che i grandi ritrattisti sono dei grandi mitologi: Nadar (della borghesia francese), Sander (della Germania prenazista), Avedon (della high-class newyorkese).

 

A dare “senso” a queste immagini, usando un termine caro a Barthes, è la “maschera”: «la fotografia può significare solo assumendo una maschera. La maschera è il senso, così come lo era nel teatro antico». Calvino usava questo termine per designare ciò che fa d’un volto il prodotto di una società e della sua storia.

 

Così è per il celebre ritratto di William Casby, William Casby, nato schiavo, in cui è l’essenza della schiavitù ad essere messa a nudo. Scattata nel 1963 dal fotografo americano Richard Avedon, è senza dubbio ancora oggi una delle immagini più espressive e potenti della storia della fotografia. Eccentrico e profondamente ironico, a volte irriverente, a volte tremendamente viscerale (come nel caso dei reportage contro la guerra in Vietnam e delle fotografie del padre malato in fase terminale), Avedon ha saputo come pochi giocare con l’obiettivo della macchina fotografica, sperimentandone fino all’eccesso l’inesauribile potenzialità espressiva.

 

Il suo sguardo fotografico ha immortalato personalità del calibro di Edward Kennedy, Henry Kissinger, Francis Bacon, Andy Warhol, Audrey Hepburn, Charles Chaplin e Buster Keaton, riuscendo con la medesima intensità e bizzarra ironia, a restituirci di ognuno, un’immagine pubblica e privata. I suoi scatti rimarranno per sempre alla storia come indelebile testimonianza di un’inesauribile capacità creativa e forza espressiva. Indimenticabili le parole che usò per esprimere il suo amore per la fotografia: «se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi».

 

C.B.

 

«Richard Avedon - Fotografie 1946-2004»
Fino all’8 giugno FORMA-Milano
Info tel. 02-58118067

www.formafoto.it