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Il coraggio della luce. Le illuminazioni di Bice Curiger
di Luka Stojnic   

bice.jpgCi sono stati tempi lontani in cui si pensava fossero gli oggetti a emanare radiazioni luminose che potevano essere percepite dal nostro apparato visivo, potendone cogliere così le sembianze, l’apparenza. Ci sono stati altri tempi in cui si è pensato fossero i nostri occhi a irradiare tutt'intorno onde luminose che andavano a colpire le cose per poi restituircele riflesse, ritornando ai nostri stessi occhi così da determinare l'entità della percezione. Ci siamo accorti infine come fosse ‘semplicemente’ la luce il fenomeno che ci disvelava il mondo. Anni fa su queste stesse colonne ebbi già modo di esprimere la mia personale percezione della Biennale come un'immensa opera: un organismo complesso dentro al quale l'ospite si immerge cogliendone le forme, i linguaggi, gli enigmi, immerso in mille emozioni, elucubrazioni intellettuali, perplessità.

 

Qualsiasi curatore prenda in mano questo organismo complesso per darne un suo particolare senso, concetto, spirito, probabilmente prende in cosiderazione questa ipotesi: la Biennale come un'unica grande Opera. Quest'anno l'Opera recita la parola e la forma della Luce, con un abbraccio lungo cinque secoli a uno dei grandi visionari della luce, quel Tintoretto che riporterà il più straordinario Rinascimento a tu per tu con il Contemporaneo, senza possibilità alcuna di fuga. ILLUMInations apre i suoi battenti alla percezione dei fenomeni artistici provenienti dalla maggior parte dei cinque continenti, proponendo mondi e linguaggi concertati, in questa 54.edizione, dalla curatrice svizzera Bice Curiger. E va da sé, allora, per ovvie radici comuni, che qui di inciso, un po' per gioco un po' no, la nostra mente ritorni a Hugo Ball che, al Caffè Voltaire a Zurigo, nel 1916, battezzerà la stagione del Dadaismo

 

Fu l’anno-fulcro della prima flagellazione mondiale: a Zurigo scoppia infatti il rifiuto dei valori estetici e formali proposti, delineati, circoscritti da  istituzioni pronte a flagellare il mondo. Ma il mondo è cambiato? «Ricordatevi di sacrificare un gallo ad Asclepio», scrive Bela Hamvas ricordandoci le parole che Socrate pronuncia sul letto di morte. La Veglia. Ci sono stati periodi e situazioni sociali che esigevano dagli artisti di essere degli imprenditori dell'immagine, il periodo del sonno nel quale l'immagine rappresentava l'oggetto di mercato, la risposta a un mondo che si andava a formattare nella logica di un mercato globalizzato. «Siamo stati costretti a essere prettamente seri, professionisti veri, tecnocrati dell'immagine». Ma tale globalizzazione numerica, delle ‘azioni’ dell'estetica, sembra stia vacillando grazie - per l'appunto - alle trasformazioni naturali del mondo e, di conseguenza, pure ciò che definiamo bello va inevitabilmente a relazionarsi con nuove logiche, nuove estetiche, nuovi linguaggi che spesso si svincolano, come les enfants terribles, dalle volontà delle cifre, dai clichés elitari e dalle mode.

 illuminazioni1.jpg

Coraggio: ecco come definirei l'azione della Bice, l'inestimabile bisogno del coraggio di voler cambiare non tanto le immagini, quanto la percezione di esse. Da questo processo fenomenologico della naturale trasformazione del mondo inevitabilmente scaturisce un linguaggio, un linguaggio che è la linfa del rito. E la Biennale non potrà e non dovrà mai perdere il carattere quasi pagano del rito che sta insediato all'interno di ciò di cui si ha persino paura di parlare: lo spirito dell'epoca. Credo sia invece arrivato il tempo che il nostro tempo si riprenda l'obbligo di dare alla luce il suo spirito, delle cose così come pure delle persone. Apriamo, allora, le porte alla nostra percezione e salutiamo la curatrice con l'ascolto del concerto di un'orchestra i cui musicisti certamente sapranno ‘illuminare’ i perimetri delle ‘nations’ E menzioniamo pure il caro Rimbaud, che ci sta davvero tutto, qui: «Sulla città dolcemente piove. Vigila, o mia vita assente!» (A. Rimbaud, Briciole, Einaudi, 1973).

«ILLUMInazioni» 54. Esposizione Internazionale d’Arte
Dal 4 giugno al 27 novembre Giardini della Biennale, Arsenale e varie sedi in città
Info www.labiennale.org