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Storie di Korn
di Redazione   

korn.jpgSiete alternativi dell’ultima ora? Allora chiamatelo pure nu metal, ché storpiature di questo tipo fanno molto cult, must e top of the pop. Se siete dei sani puristi, invece, siete autorizzati a restituire a quell’ignobile particella la dignità della lingua della regina e a tornare alla definizione corretta del genere: new metal.

 

Se, infine, siete rockettari brutti e cattivi ma buongustai, che non badano a formalismi di sorta perché più interessati alla sostanza che all’imballaggio, prendete il pennarello rosso e tracciate un bel circoletto sul calendario intorno alla data del 28 giugno e procrastinate ogni altro impegno. Per quale motivo?! Caspita, ma bisogna proprio dirvi tutto! Ebbene, al «Piazzola Live Festival» scateneranno il pogo - anzichenò - i paparini di tutte quelle commistioni che tanto amate, i capifila, le colonne d’Ercole, limite estremo del mondo conosciuto: i Korn!

Dopo l’uscita di Korn III - Remenber Who You Are, più duri del granito, carichi come bombe a orologeria, i colossi californiani si apprestano a sfoderare entusiasmo ed energie delle origini. Ed eccola lì, la nota di sottile disgusto così ben glissata dalle labbra di Jonathan Davis che striscia, subdola, sull’impasto letale sfornato dal basso di Reginald ‘Fieldy’ Arvizu e dalle rullate di Ray Luzier (un tempo in forze alla band di David Lee Roth e già ‘kornizzato’, nel 2008, grazie al Bitch We Have A Problem Tour 2008), mentre il buon Munky, alias James Shaffer, tortura la sua K-7 (o, magari, l’adorata Apex?), come d’abitudine. Stando alle parole del frontman, l’intento di Davis & soci, controcanto dell’ultima fatica, è il recupero delle proprie radici, per ritrovare la freschezza (e l’identità smarrita?) degli esordi e svincolarsi dalla morsa di case discografiche troppo attente - come dire?! - agli introiti, piuttosto che allo stile musicale dei ‘protetti’ di turno.

 

Certo, il 1992 è lontano, così come la vasta e ridente Bakersfield, baciata dal sole della Kern County e, in effetti, l’accoglienza dei fan, in merito a Korn III, pare essere stata piuttosto tiepida. D’altra parte non è mica impresa facile sperimentare e innovare per quasi un ventennio! Qualche trascurabile cedimento all’accidia sarà pur possibile concederlo a questi portatori sani di chioma ribelle, non credete? O anche i trenta milioni di dischi venduti non vi sembrano sufficienti, come garanzia? Uhm, quante storie! D’accordo. Appartenete alla categoria degli incontentabili, ho capito. Per iniettarvi la giusta dose d’indulgenza, quindi, pare non mi resti altro da fare che sospirare pazientemente e darvi un consiglio da vecchia zia (e non sbuffate, ché vi vedo!). Rispolverate l’antico chiodo tutto pelle e cerniere (lo so che è giugno, ma di sera rischiate l’accidente...), le catene, le spillette, i collari borchiati e il tipico nichilismo da adolescenti dark.

 

Indossate gli anfibi più logori di cui disponete e mettetevi in viaggio. Piazzate la tenda a Piazzola sul Brenta (sareste mai riusciti a immaginare un luogo altrettanto adatto all’uopo?) e aprite gli orecchi: i Korn, live, sono potenza allo stato brado; un fiume in piena capace di travolgere anche il più stizzito scettico in circolazione. Costo dell’operazione, una trentina di euro; ma si sa: il new metal val bene una messa. Andate in pace, fratelli.

 

Korn
28 giugno Anfiteatro Camerini-Piazzola sul Brenta (Pd)
Info
www.piazzolalivefestival.com www.zedlive.com