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La cacciatrice silenziosa. L'Italia vista attraverso gli occhi di Ileana Sonnabend
di Anna Trevisan   

awarhol-3734_ileana.jpg«Se lo ha detto Ileana Sonnabend, allora è vero» diceva di lei Andy Warhol. Riservata, sempre interessata a scovare il classico nel presente, paziente osservatrice, come si addice a un cacciatore in attesa della preda, Ileana Sonnabend ha teso il proprio arco attraverso mezzo secolo, scoccando le sue frecce puntute e intelligenti, con vivida lungimiranza, su astri nascenti dell’arte contemporanea che, grazie a lei e al primo marito Leo Castelli sono entrati nell’empireo dell’eterno presente.

 

Nata a Bucarest da una ricca famiglia ebrea, delle sue origini aveva forse conservato quella che Achille Bonito Oliva ha chiamato una forma di “nomadismo culturale”, che le permise di catturare il nuovo in piena libertà. Nelle sue gallerie di Parigi e New York, ponti tra due mondi, trovarono casa il New Dada e la Pop Art ma anche Festa, Schifano, l’arte povera di Pistoletto, Paolini e Calzolari; Fontana, Rotella, Ontani. «Di solito quello che non capisco mi piace» diceva, a riprova di un gusto per l’avventura intellettuale e umana tutta tesa all’esplorazione di linguaggi sconosciuti.

 

Un “narrare narrandosi” quello di Ileana Sonnabend - come dice Germano Celant - sostenuto da uno sguardo ‘goloso’ e appassionato di arte e di bellezza. “Un’attitudine ad assaporare” e ad incontrare l’arte del proprio tempo con uno speciale amore per quella ‘cultura visuale’ sedimentata nell’arte italiana, al quale questa mostra rende omaggio.

 

«Ileana Sonnabend. Un ritratto italiano»
Dal 28 maggio al 2 ottobre

Collezione Peggy Guggenheim
Info www.guggenheim-venice.it