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Speciale Redentore 2011| Fuoco amico
di Fabio Marzari   

redentore1.jpgÈ la notte dei foghi, quella in cui il divertimento coincide con la bellezza e dove ogni cosa sembra pensata per stupire anche chi questa festa l’ha vissuta innumerevoli volte. Una festa religiosa divenuta col tempo a metà tra paganesimo e tradizione, nel cuore dell’estate, in una notte di luce in cui una città che sembrerebbe impossibile rendere ancor più bella diventa semplicemente magnifica. Questo e molto altro è la festa del Redentore, nata per ricordare come ancora una volta la peste, il morbo terribile che decimava le popolazioni nei secoli passati, potesse essere sconfitta anche con la devozione popolare.

 

E la radice popolare è il vero cuore della festa: tavolate imbandite lungo le rive della Giudecca o alle Zattere, barche da lavoro addobbate con palloncini di carta, come nella lontana Cina, che si trasformano in set per delle cene poco chic e molto di sostanza. Il trionfo della cucina tradizionale, bigoi in salsa, anara, sardee in saor e l’immancabile anguria, il tutto annaffiato con il rabosetto, vino rosso locale zona Piave, oppure prosecco ad libitum

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E sul fare della mezzanotte uno spettacolo pirotecnico che è difficile definire se non lo si è mai visto. Il bacino di San Marco, le cupole della Basilica, il Palazzo dei Dogi, l’isola di San Giorgio, Punta della Dogana, la cupola della Salute e tutti i palazzi attigui, che brillano all’unisono in un accecante sfavillio di artificiale policromia. 

 

L’illusione della bellezza, che nel caso di Venezia è concretezza, moltiplicata infinite volte tra sguardi sudati, ma non meno ammirati e moltissime mani che si sciolgono in scroscianti applausi ad accompagnare il ritmo dei fuochi. Ogni albergo in zona San Marco propone ricche cene, molto chic e poco cheap, in cui la comodità e il lusso delle soluzioni proposte avvantaggia di molto la riuscita della festa. Non ci sono conflitti di classe, il popolo vuole la sua festa ed è esso stesso parte fondamentale della coreografia. Il tappeto di imbarcazioni pieni di persone il cui dress code è molto lontano dallo stile navy a favore di un tripudio di ciabatte e bermuda con canotte, pura estetica del trash, per una volta riesce quasi a rendersi accettabile; perciò anche tra le offerte per il pubblico più giovane ci sono bizzarre ambientazioni galleggianti stile Hawaii, con tanto di gonnellini di paglia, oltre alle feste al Lido, in spiaggia, vero esito finale della serata, con il bagno in mare all’alba.

 

redentore3.jpgNegli anni, inevitabilmente, ci sono state alcune novità riguardo alle feste private, dal tocco glamour, riservate maggiormente a chi non è veneziano e in Laguna ha preso casa. Però questa deriva ‘milanese’ è ancora circoscritta a qualche magnifica terrazza e ai suoi frequentatori in abito lungo. C’è poi l’aspetto religioso della festa, il ponte votivo di barche, dalle Zattere alla basilica palladiana, inaugurato dal Patriarca e dal Sindaco; l’anno 2011 segna il congedo di Angelo Scola da Venezia a favore della diocesi di Milano. Un’occasione in più per non mancare a una festa che è il tributo di una città alla sua storia e alla sua stessa sopravvivenza, malgrado le avversità. Che lo si passi in barca, sudati, accalcati tra la folla in piazza San Marco o in qualche luogo a cinque stelle, l’importante è che ci si faccia contagiare dal clima di festa, come un personalissimo e lontano ricordo di un bambino di pochi anni, con gli occhi pieni di lacrime, accovacciato sulle spalle del proprio padre, spaventato dal rumore dei fuochi e dalla folla circostante, emozionato per uno spettacolo unico…

 

 

Festa del Redentore 2011
16-17 luglio
Info www.comune.venezia.it

www.veneziamarketingeventi.it