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Crosby & Nash, alla radice dell’utopia
di F.D.S.   

crosbynash2.jpgDavid Crosby, l’elfo irridente dalla voce angelica e Graham Nash, l’inglese tranquillo capace di scrivere enormi canzoni ma sempre poco appariscente. Sono loro due che rappresentano il lato melodico e vocale del supergruppo Crosby, Stills, Nash & Young: Crosby si portava dietro l’enorme esperienza maturata coi Byrds, e Nash una vocazione sublime al pop rifinita con il suo primo gruppo, gli Hollies da Manchester.

 

La dimensione intimista e quasi ‘da camera’ in cui si rifletteva la loro musica si amalgamava perfettamente con l’altra visione contrapposta, quella di Stills e di Young, l’anima visionaria e rock delle praterie, della frontiera, dei grandi anthem generazionali.

 

E si potrebbe anche analizzare il primo supergruppo della storia del rock come uno snodo di spaventosa complessità della musica rock, frutto di quattro enormi personalità, tutte provenienti da altissime esperienze precedenti e tutte allora un po’ frustrate (chi per motivi di carriera, vedi Crosby, chi per divergenze con il gruppo di appartenenza, vedi Nash, chi per personale visione del mondo, vedi Young, chi per incertezze sul proprio futuro, vedi Stills, che aveva da poco mancato l’ingresso nel gruppo di Hendrix), che per un breve periodo fecero insieme un pezzo di strada, e la fecero fare anche al mondo.

 

crosbynash1.jpgTentare di racchiudere la genealogia dei CSN&Y in un unico affresco è davvero compito improbo: il jingle-jangle rock dei Byrds e dei loro trionfali successi con le cover di Dylan, il rock spleenetico dei Buffalo Springfield di Young e Stills (For What it’s Worth, una delle 100 canzoni più belle della storia del rock…), il pop raffinatissimo degli Hollies, le esperienze solistiche di Stills (quella Season of the Witch nell’album Supersession con Kooper e Bloomfield, che gronda ancor oggi quella disperazione sexy che allora ci fece impazzire, letteralmente) e di Young (quella Cowgirl in the Sand).

E tutto questo accadeva prima…
Il dopo è racchiuso in quattro date: il 29 maggio del ’69 usciva Crosby, Stills & Nash, uno dei tanti album seminali di quel periodo; alle 3 del mattino del 18 agosto dello stesso anno i tre salivano sul palco di Woodstock insieme a Neil Young; il 16 marzo del 1970 usciva Déjà vu, il primo album del supergruppo, e l’unico in studio; il 7 aprile del 1971 usciva il doppio live Four Way Street, frutto di registrazioni avvenute nell’estate del 1970, quando le tensioni tra i quattro avevano già superato il livello di soglia provocando poco dopo la fine del brand CSNY. Stiamo quindi parlando di un percorso che durò poco più di un anno, ma che disseminò musica per intere generazioni; stiamo parlando del percorso genetico attorno al quale si strutturò la musica americana dalla metà degli anni Sessanta fino a Springfield, a Patti Smith, al grunge di Seattle (con Young eletto a padre putativo da Pearl Jam e Cobain). Stiamo parlando di quella che fu la colonna sonora del passaggio dall’utopia degli anni Sessanta alla disillusione dei Settanta. Allora, attorno ai falò delle spiagge di tutto il mondo, si cantava Carry on, Woodstock, Long Time Gone, Find the Coast of Freedom, si cantava Crosby Stills Nash e Young…
Ed eccoli ancora lì, due di loro, sul palco, uno settanta e l’altro sessantanove anni, uno gonfio di vita e stravizi e l’altro ancora smilzo e gentleman, Crosby e Nash saranno al Gran Teatro Geox di Padova il 29 ottobre, a tessere le loro voci un po’ opache per cantare la più grande stagione del rock, quella in cui i sogni parevano realtà.

Crosby & Nash
29 ottobre Gran Teatro Geox-Padova
Info www.granteatrogeox.com