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Ciascuno a suo modo. Fausto Pirandello e Lucian Freud: la materia pittorica si fa carne
di Maria Rita Cerilli   

pirandello.jpgInserita tra le iniziative speciali del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia promosse dal Padiglione Italia alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, la mostra Fausto Pirandello. I nudi, curata da Vittorio Sgarbi per Palazzo Grimani, raccoglie oltre venti dipinti, tra cui sei pastelli inediti, del grande pittore romano, figlio di Luigi Pirandello.

 

Corpi ‘spogliati’, prorompenti, incombenti e tormentati sono i protagonisti di questa esposizione che, oltre a presentare alcuni lavori dell’artista mai esposti prima, mette anche a confronto le opere di Pirandello con quelle del Lucian Freud, in una sezione dedicata all’ideale parallelismo pittorico tra il figlio del celeberrimo drammaturgo, legato ai disturbi della personalità, e il nipote di Sigmund Freud, padre della psicanalisi e interprete dei turbamenti dell’animo umano.

Tale parallelismo non nasce tanto dalla loro condizione di parentela, quanto piuttosto dai lavori stessi. Già il critico australiano Robert Hughes aveva notato come, in alcune opere di Pirandello, in particolare in quelle realizzate tra il 1923-‘24 e il 1940, vi fossero molti nudi di uomini e di donne che possedevano nella materia, nella posizione e nell’intreccio dei corpi, una evidente e straordinaria affinità con i nudi dell’inglese Freud, drammatici, intensi e densi di una materia pittorica equivalente alla carne.

 

«Fausto Pirandello. I nudi»
Fino al 27 novembre Palazzo Grimani
Info
www.palazzogrimani.org