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Cifre stilistiche. L’attualità di Beethoven conquista la Fenice
di Giovanni Greto   

kavakos.jpgDue musicisti coetanei si esibiscono il 6 del mese al Teatro La Fenice, invitati dalla Società Veneziana Concerti, in due delle tre sonate per violino e pianoforte di Beethoven che compongono l’Opera 12, ed altrettante che fanno parte dell’Opera 30.

 

Beethoven compose in tutto dieci sonate per i due strumenti, nove scritte tra il 1798 e il 1803 e la decima nel 1812, con le prime nove ad inserirsi in un periodo che si estende fino alla terza sinfonia, l’Eroica. La Sonata n°7 in do minore, che concluderà la serata prima dell’inevitabile bis, è considerata non soltanto il capolavoro dell’Opera 30, ma una delle più belle di tutte e dieci.

 

 

Attraverso le composizioni registrate con numero d’opera, Beethoven si conferma il primo compositore moderno capace di indicare la via seguita poi dai grandi autori romantici, con uno stile tuttavia troppo personale per adattarsi alle categorie formali segnate dalle poetiche del romanticismo musicale e da quelle della classicità viennese.

 

Ad incantare al violino ecco il greco Leonidas Kavakos, nato ad Atene da una famiglia di musicisti con forti tradizioni nella musica popolare, accompagnato dal riminese Enrico Pace, attualmente docente all’Accademia pianistica di Imola.

«Stagione di Musica da Camera 2011-2012»
6 febbraio Teatro La Fenice
Info www.societavenezianaconcerti.it