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CARNIVAL 2012 | Un Carnevale sotto il segno del Toro
di Fabio Marzari   

vm_e1943.jpgLa vita è Teatro. Tutti in maschera, questa sorta di imperativo categorico voluta dal direttore artistico del Carnevale, Davide Rampello, è il miglior biglietto da visita dell’edizione 2012. Un Carnevale ricchissimo di eventi, con Piazza San Marco a fare da perfetto sfondo e l’inevitabile cornice di pubblico in festa a rilanciare all’infinito le atmosfere che solo Venezia può regalare.

 

La scelta curatoriale ha privilegiato il recupero delle antiche tradizioni, supportato dalla testimonianza offerta dalla ricca documentazione iconografica presente nella pittura veneziana, che illustra con dovizia di dettagli quanto importanti e partecipate fossero certe feste popolari, ed anzi come fosse lo stesso Governo della città a tenere in gran considerazione il momento della festa come regolatore di pax sociale. Dal 4 al 21 febbraio è tutto un susseguirsi di eventi collettivi, spettacolari, a partire dal ‘sacrificio del toro’, ovviamente metaforico, che si riallaccia all’antichissima usanza, risalente al 1162, quando il Patriarca di Aquileia ebbe l’obbligo, da allora e per gli anni successivi, di consegnare un toro, 12 pani e 12 porci da utilizzare per uno spettacolo di piazza nel giorno di giovedì grasso, per ricordare la vittoria dei Veneziani. Nel 2012 la grande allegoria del toro giunge a San Marco e vi rimane fino al falò sacrificale di chiusura ufficiale del Carnevale, dopo la Regata del Silenzio al lambire delle Ceneri.

La Piazza è il cuore pulsante della Festa, ogni cosa converge verso questo luogo, e coincidenze di calendario portano alla festa di San Valentino nel mezzo del Carnevale. La città del romanticismo per definizione non poteva ignorare questa occasione mielosa per dare modo agli innamorati di festeggiare il loro amore, ma con un guizzo di ironia, la festa viene doppiata il 15 febbraio, con quella dei non-innamorati, alla ricerca dell’amore o in fuga dallo stesso.

 

vm_e1322.jpgIl concept dell’edizione 2012 favorisce il moltiplicarsi della festa per ‘gemmazione’, attorno ai luoghi della città si crea, in modo spontaneo e imprevisto, un qualcosa che assomiglia al concetto teatrale di improvvisazione; esiste un canovaccio, ma la finzione si confonde con quanto nasce dal momento. Non mancano i capisaldi della festa, il Volo dell’Angelo il 12, con la madrina del Carnevale, cui, novità 2012, fanno seguito altri due svoli: il 19 con un personaggio del mondo della musica e il 21, lo Svolo del Leone, con un personaggio del mondo dello sport.

 

Il Corteo delle Marie è uno dei momenti più attesi e fotografati del Carnevale, la leggenda si mescola con le bellezze locali contemporanee ed offre il pretesto per far conoscere il volto giovane della Serenissima, così come sono sempre molto apprezzati da chi sfila e da chi ammira i costumi in passerella per il contest sulla Maschera più bella del Carnevale. L’occasione di salire sul palco della piazza più celebrata, rivivendo lo sfarzo di antichi nobilissimi cortei e fare sfoggio di abiti e parrucche degni dei migliori costumisti, in una perfetta sintesi tra luogo e pubblico, rappresenta una tentazione cui non è facile sottrarsi, specie perché il gioco del travestimento permette a chiunque, debitamente ‘conciato per le feste’ di dare il meglio di sé, senza timore di mostrare la propria identità. La maschera, il gioco dell’eterna illusione e degli inganni, porta ad un respiro leggero, ad una parvenza di felicità. Ma la Quaresima arriva, inevitabile, come lo scorrere del tempo…

 

«Carnevale di Venezia 2012»
4, 5, 11-21 febbraio vari luoghi a Venezia
Info www.carnevale.venezia.it