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Nuvole di fumo. Omaggio a Carlo Fruttero
di Fabio Marzari   
fruttero.jpg«Only the extraordinary survives» diceva Oscar Wilde e tale frase si addice al meglio per Carlo Fruttero, il grande scrittore che ci ha lasciato da poco. Egli ha voluto che venisse festeggiato il suo passaggio dalla vita al chissà con un funeral party che molto racconta dell’ironia con cui ha affrontato la sua esistenza.

Come uno Zeno Cosini, mai pentito del suo essere un incallito tabagista, Fruttero ha voluto una scatola di latta di sigarette Turmac, numerose edizioni di Pinocchio, I Promessi Sposi del Manzoni e le Fiabe italiane di Italo Calvino. E poi un rinfresco a base di prosciutto, salame toscano, formaggio e spumante per i numerosi invitati. Era nato nel 1926 a Torino, meglio di chiunque altro ha saputo raccontare la sua città nella vita e nello spirito.

 

Suo grande amico e sodale fu Franco Lucentini; in coppia firmarono La donna della domenica, A che punto è la notte e La prevalenza del cretino. Un personale ricordo di Fruttero risale al 2006, quando, entrato nella cinquina finalista del Campiello, parlò al Telecom Future Centre del suo Donne informate sui fatti.

A vederlo sembrava più vecchio dei suoi 80 anni, ma con la sua ironia aveva saputo scherzare anche sulla morte, parlando dei privilegi della vecchiaia: «Puoi perfino giocare la domenica pomeriggio in famiglia alla composizione del tuo necrologio. Circondato dall'affetto dei tuoi cari».