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Ritratti di signore. Opera e parodia tra Fenice e Malibran
di Martina Buran   

operadatresoldi.jpgUn po’ per orgoglio di genere, un po' per esigenze 'drammaturgiche', il pezzo che apre questa rubrica è focalizzato sulle figure femminili delle opere in programma nella stagione lirica veneziana. Ne L’inganno felice, farsa per musica in un atto di Gioachino Rossini su libretto di Giuseppe Maria Foppa che ha aperto lo scorso 10 febbraio il ciclo di manifestazioni previste dalla Fondazione Teatro La Fenice per il Carnevale 2012, l'eroina è senza dubbio Isabella: rifiuta le avance di Ormondo e questi, per vendetta, mente al di lei marito, il duca Bertrando, dicendogli che la moglie è infedele.

 

Ovviamente il duca crede a Ormondo e ordina l’uccisione della moglie innocente. Isabella viene lasciata da Batone, servo di Ormondo, in balia delle onde, ma il mare è clemente e Isabella viene soccorsa da un ignaro minatore, Tarabotto. Dieci anni dopo, nell'isola arrivano il duca e i suoi che rimangono sconvolti quando vedono Isabella, scambiata per un fantasma vendicatore. Alla fine tutto si ricompone, coppia compresa; Tarabotto viene ricompensato per la sua lealtà e Batone viene graziato.

 

Negli stessi giorni, ad andare in scena è anche la celeberrima Così fan tutte di Mozart, terza ed ultima delle tre opere italiane scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo da Ponte del 1790.

 

 

cosfantutte.jpgL'architettura di questo dramma giocoso è edificata su un divertente meccanismo di simmetrie, create da un gioco di 'scambio di coppia' scatenato dall'affermazione di Don Alfonso, convinto che la fede delle donne sia «come l'Araba fenice: che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa». Ecco quindi che Guglielmo e Ferrando si fingono due albanesi per capire se le fidanzate sono loro fedeli. Le due coppie originarie sono composte da soprano-baritono e mezzosoprano-tenore; e in questo incrocio, dal punto di vista delle voci che abitualmente interpretano gli amanti, lo scambio di coppie insito nella scommessa sembra portare ordine (soprano-tenore e mezzosopranobaritono). Solo alla fine, le due donne rivedranno le proprie scelte e si riuniranno ai rispettivi mariti, sulla base delle giuste affinità caratteriali e regole sociali. L'appuntamento più interessante del mese di marzo, tuttavia, non è rappresentato dalle donne - stoiche più che eroiche - della tradizione sette-ottocentesca, che alla fine rientrano sempre negli schemi della consuetudine e della morale accettata.

 

Dal 7 all'11 marzo ecco L'opera da tre soldi, con musica di Kurt Weill e testo di Bertold Brecht, rielaborazione di The Beggar's Opera di John Gay. L'opera, rappresentata per la prima volta nel 1928 a Berlino, mette in scena il mondo del sottoproletariato, dei banditi e dei derelitti, con intenzione provocatoria nei riguardi del pubblico borghese, che avrebbe dovuto scandalizzarsi di fronte all'ambiente, ai personaggi e al loro linguaggio. E qui le figure femminili, da Jenny la prostituta alle donne di Mackie, sono tutte figure di malaffare, pronte a sfidare la legge o la morale. Provocatoria fino in fondo, l'opera si conclude con una esecuzione di condanna all'impiccagione, interrotta però dall'apparire di un messaggero a cavallo recante una missiva della Regina che grazia Mackie e gli conferisce il titolo di baronetto, nella parodia di un lieto fine. Lo spettacolo alterna momenti di prosa a momenti musicali e cantati, con il chiaro intento di ricalcare parodisticamente il cabaret e il jazz. Importante il cast, con Massimo Ranieri (Mackie Messer), Lina Sastri (Jenny) e Gaia Aprea (Polly).  

«Stagione Lirica 2012»
1-4, 7-11 Teatro La Fenice e Teatro Malibran
Info www.teatrolafenice.it