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La pelle che abito. Memorie di una città inedita e privata
di Livia Sartori di Borgoricco   

tomaso_de_luca.jpgImmaginate un film di Almodóvar. Intenso, poetico, a volte brutale, mai scontato e che sicuramente non lascia indifferenti. Questo è Io, tu, lui, lei, il progetto della Fondazione Bevilacqua La Masa in esposizione a Palazzetto Tito dal 6 al 26 marzo.

 

Risultato di un laboratorio artistico sulle memorie e culture queer, attivo a Venezia da circa un anno grazie all’Osservatorio LGBT (lesbico, gay, bisex, trans) e all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale, sviluppa visivamente i temi di A Special Day, un dialogo sull’omofobia, l’isolamento e l’esclusione sociale che si è tenuto nel 2011, in forma privata, tra sei giovani artisti e un gruppo di otto donne e uomini veneziani omosessuali, nati tra gli anni Trenta e Quaranta.

 

Il titolo dell’esposizione si riferisce al lungometraggio del 1972 di Chantal Akerman, Je, tu, il, elle, manifesto del cinema sperimentale. La mostra, curata da Francesco Ragazzi e Francesco Urbano, tra performance, video e foto-installazioni, raccoglie e reinterpreta le memorie di una città inedita e privata, che si apre allo svelamento dei suoi segreti grazie al dialogo intergenerazionale. Le sale del Palazzetto si trasformano per l’occasione in una sala cinematografica, mettendo in relazione le opere con i materiali e le testimonianze relativi alla vita degli otto veneziani coinvolti.

 

«Io, tu, lui, lei»
Dal 6 al 26 marzo Fondazione Bevilacqua La Masa (Palazzetto Tito)
Info www.bevilacqualamasa.it