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United College of Biennale. Il corso ‘permanente’ della Biennale parte dall’Arsenale della Danza
di Redazioneweb   

opendoorsakikomiyake.jpgDopo il successo della scorsa stagione, «Open Doors» riapre alla città e a tutti gli appassionati; grandi coreografi della scena internazionale diventano maestri per 25 giovani allievi dell’Arsenale della Danza che, a conclusione di ogni ciclo di masterclass in programma, si presentano al pubblico durante la rassegna. La lungimiranza e la tenacia di Ismael Ivo, direttore del centro di alta formazione nella danza contemporanea della Biennale di Venezia, ha aperto la strada alla formula “masterclass”, divenuta paladina di un nuovo corso della Biennale stessa, coinvolgendo tutti i settori.

 

«La Biennale di Venezia - ha dichiarato il Presidente Baratta - intende in tal modo diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale per la creatività delle singole discipline artistiche, accogliendo grandi maestri e giovani talenti, e offrendo loro opportunità di sviluppo per un futuro produttivo». Si tratta di un progetto di importanza decisiva. In questo modo viene avviato un programma di attività permanenti ‘oltre’ le Mostre e i Festival, che ispirerà Biennale College in tutti i settori dell’istituzione veneziana.

 

lindakapeteana.jpgDopo il successo del primo appuntamento di febbraio, con gli esiti del ciclo di masterclass di Terence Lewis, vera celebrità della Bollywood dance - un originale mix di stili tra tradizione e modernità - «Open Doors» torna il 10 marzo con Maria Thaís, coreografa e regista, oltre che studiosa e pedagoga (è stata professore ospite alla scuola del Teatro di Mosca diretta da Vassilev), e Wellington Campos, esperto di danze folcloristiche brasiliane. La presentazione pubblica conclude un ciclo di masterclass dedicato al passaggio dal ‘corpo ancestrale al corpo teatrale’, facendo riferimento al vocabolario e alle tecniche della danza rituale degli Orixás.

 

Seguiranno, il 24 marzo, Jozef Frucek e Linda Kapeteana, già danzatori con Wim Vandekeybus prima di fondare una propria compagnia, invitati a Venezia quali maestri della singolare tecnica Fighting Monkey Technique, legata alle arti marziali. Il 31 marzo è di scena la lezione del maestro del butoh, Ko Murobushi, che il pubblico ricorderà per lo straordinario assolo Quicksilver, visto al 4. Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale. L’aspetto antropologico della danza - alle diverse latitudini, nelle sue radici rituali e nei suoi sviluppi contemporanei - e il corpo inteso come espressione di ciò che cultura, storia, società hanno impresso sui suoi modi e gesti sono, dunque, le tracce che Ismael Ivo ha voluto segnare in questa edizione.

«Open Doors»
10, 24, 31 marzo-Teatro Piccolo Arsenale
Info www.labiennale.org